Dantedì, 700 anni di Dante

Matteo Menicacci

NewTuscia – VITERBO – Oggi è il Dantedì, la giornata mondiale dedicata interamente, che si ripete annualmente, a Dante Alighieri, sommo poeta che con la sua produzione artistica ha scritto la storia della lingua italiana, e non solo. Tale giornata è stata scelta perché, secondo gli studiosi, Dante avrebbe iniziato il proprio viaggio nell’aldilà proprio oggi. La scelta di indire questa giornata è stata del Ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini, con la volontà di far ricordare in Italia e nel mondo il genio di Dante. Nel suo viaggio il poeta fiorentino è riuscito a compiere un’opera storica notevole, riuscendo non solo a definire peccati e peccatori, ma anche a rappresentare un quadro mitologico concreto e vivibile. L’importanza della sua opera magna – la Divina Commedia – spazia e si articola in innumerevoli viaggi, alcuni tra questi anche nelle terre della Tuscia. Uno dei luoghi principe di questi viaggi, nominato nel XIV canto della sua opera, è il Bullicame. Egli paragona il flusso d’acqua che sgorga dalla sorgente del Bullicame alle acque che si diramano del corso d’acqua infernale, il Flegetonte. Le acque sulfuree viterbesi scorrono tra argini di pietra calcarea emanando molti vapori e facendo assumere alle rocce calcaree una sorta di colorazione rossastra come il fiume infernale. Altri importanti riferimenti al territorio della Tuscia sono presenti nel libro edito da Serena, “Dante e la Tuscia. Personaggi, luoghi, simboli e un’ipotesi suggestiva” di Giuseppe Rescifina. Un’opera importante, edita nel 2015, che raccoglie suggestioni e decifrazioni di quel viaggio che sin da bambini studiamo sui banchi di scuola, ma che non smette mai di stupirci. Non sono mancate le iniziative digitali, alle quali siamo poco abituati, ma che meriterebbero maggiore importanza, soprattutto ora che c’è una pandemia mondiale in corso, che ci ha impedito di ricordare a dovere il poeta fiorentino. Ma il 2021 è anche l’anniversario della morte di Dante, che quest’anno si porta a 700 anni, e che merita un piano a lungo termine, per poter recuperare durante l’anno. Gli strumenti a disposizione non mancano, ma il più importante resterà sempre la memoria.