Orte. Nella quinta domenica di Quaresima la venerazione della Madonna Addolorata

Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Come di tradizione, ad Orte la quinta domenica di Quaresima è tradizionalmente dedicata alla venerazione della Madonna Addolorata, la cui effigie del XVII secolo viene recata con la bara del Cristo Morto nella processione del Venerdì Santo.

Quest’anno, non potendo svolgersi la processione con la Madonna Addolorata sulle strade limitrofe alla Chiesa di Sant’Agostino, il parroco don Maurizio Medici, d’intesa con le Confraternite Riunite, ha programmato alle ore 17 di domani domenica 21 marzo, presso la Cattedrale, la recita del Santo Rosario con un momento di venerazione davanti alla statua della Madonna Addolorata, a cui seguirà la celebrazione della Santa Messa.

Una devozione particolare lega la comunità parrocchiale e le Confraternite di Orte alla Madonna Addolorata. Ricordiamo che il 1 settembre 1626 fu benedetta la bara del Cristo morto che sostituì la precedente andata perduta.

Di qualche anno prima è il basamento, ornato di foglie d’acanto, che sorregge l’immagine dell’Addolorata. I due angeli che sono ai suoi piedi sono oggi una copia degli originali, rubati nel 2009.

Come di tradizione, la celebrazione della Madonna Addolorata di domani sarà animata dalle Confraternite Riunite, originariamente impegnate nella cura cella processione del Venerdì Santo.

Il ruolo sociale e religioso delle Confraternite nella storia delle città

Le Confraternite, che animano da sempre la Processione del Venerdì Santo, rappresentano l’aggregazione multiforme di uomini e donne che, a partire dall’epoca medievale e attraverso i secoli, “ha curato il servizio delle famiglie e delle persone più deboli e povere, creando con contributi personali e lasciti testamentari, le varie opere di soccorso e assistenza, chiese, ostelli ed ospedali, ma anche iniziative legate alla cultura religiosa ed all’arte”… tutte quelle attività che non rientravano propriamente nelle competenze del comune.

Così mons. Delfo Gioacchini riassumeva in uno dei suoi studi tale fenomeno di volontariato, che nel tempo ha saputo colmare e risolvere le questioni dell’assistenza morale e materiale e dell’inserimento delle fasce più povere della popolazione nella vita sociale della comunità, la cura dei malati di cui gli Ospedali Riuniti costituiscono la realizzazione più significativa.

I valori della religiosità dei Confratelli si esprimono, da ottocento anni, nei gesti della penitenza anonima degli incappucciati scalzi ed incatenati, della solidarietà e convivialità espressa dal consumare il pane della solidarietà dopo la processione.

Arte e religiosità  nel rito del triduo pasquale: gli arredi sacri e la tradizione nel rinnovamento delle giovani generazioni di confratelli e penitenti scalzi

Nello spirito di servizio – di carità e assistenza anonima verso i più bisognosi e gli emarginati – di valorizzazione del patrimonio religioso e artistico-culturale della città, le Confraternite sono costantemente impegnate nella cura e valorizzazione del Museo storico artistico, arricchito da nuovi oggetti artistici, degli arredi sacri, delle opere d’arte, e degli oggetti votivi che nell’arco di otto secoli hanno caratterizzato il patrimonio di religiosità della comunità.

La sede naturale del Museo è la sacrestia della Chiesa di S. Croce, gioiello romanico che custodisce la preziosa bara del Cristo Morto databili intorno al 1630 e la Statua della Vergine Addolorata, che ha mantenuto nei secoli l’originario splendore di colori e forme.

Le Confraternite hanno mantenuto le strutture di rappresentanza con il rettore generale, il camerlengo, i furieri ed un responsabile del patrimonio artistico e le denominazioni: del Santissimo Sacramento, di Santa Croce, della  Misericordia, della Trinità, di San Pietro, di Santa Maria Le Grazie, di Sant’Antonio Abate, del Santissimo Rosario e della Madonna del Santissimo Rifugio dei Peccatori o dello “Stendardino”..In particolare la Confraternita del SS.mo Sacramento Rettore Generale: Roberto Rondelli, Camerlengo Generale: Ottavio Nicoletti.

Oggi le confraternite hanno orientato la loro attività in altri campi inerenti sempre il loro fine socio-religioso che è rivolto ad opere di solidarietà e di carità per le persone più bisognose materialmente e moralmente ed alla cura del restauro di chiese e edifici legati nei secoli alla vita delle Confraternite stesse, oltre ovviamente alla formazione e promozione religiosa dei confratelli e dell’intera comunità cittadina.