Di Sorte (FI): “Oggi, 18 marzo, abbiamo tutti il dovere di ricordare i fatti di Bergamo”

NewTuscia – VITERBO – Riceviamo e pubblichiamo.
C’è ancora qualcuno che pensa che il Covid sia una bufala, che sia solo una fantasia inventata per ingannarci. Qualcuno che fa finta che il virus sia un complotto e che portare la mascherina o disinfettarci le mani sia un errore.
La giornata nazionale per la memoria delle vittime del coronavirus, istituita grazie alla proposta del Sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè, serve anche a combattere questa, seppur marginale, distorsione della realtà.
Oggi, 18 marzo, abbiamo tutti il dovere di ricordare i fatti di Bergamo, le bare in processione, la prima conta dei morti. Attimi che rimarranno indelebili nella mente del popolo italiano e che hanno contribuito a scrivere una delle pagine più buie della storia della nostra Repubblica.
Oggi, 18 marzo, abbiamo tutti il dovere di ricordare le 387 vittime viterbesi, dalla cara Anna Maria, prima vittima, a Carlo, infermiere di Belcolle deceduto poche ore fa dopo dieci giorni di terapia intensiva.
Nel mezzo di questi numeri rimangono amarezza, sofferenza, dolore e rabbia, poiché alle famiglie, in molti casi, per via delle normative, non è stato neanche consentito di partecipare al funerale dei propri cari, per l’ultimo saluto.
Nel mezzo di questi numeri ci sono le storie dei nostri concittadini che ci hanno lasciato, molti dei quali soli, senza la possibilità di stringere la mano di un familiare negli ultimi istanti della propria vita.
Nel mezzo di questi numeri ci sono gli operatori sanitari, le forze dell’ordine, i sindaci, i farmacisti ed i tanti volontari impegnati sul territorio. Persone che non si sono mai risparmiate e che oggi sono ancora impegnate in questa imponente battaglia sanitaria.
Dobbiamo tutti continuare a sperare, cercando, attraverso la memoria, di dare una scossa culturale.
Per non dimenticare nessuno, per onorare tutti quelli che non ci sono più.
Andrea Di Sorte, vicesindaco di Bolsena e commissario provinciale di Forza Italia