Il film diretto da Augusto Zucchi “La Voce, il talento può uccidere” – Rocco Papaleo dirige un seminario di recitazione ad Orte

NewTuscia – di Stefano Stefanini – Il  film diretto da Augusto Zucchi “La Voce, il talento può uccidere” con protagonista Rocco Papaleo e’ disponibile su  Prime Video.  L’attore e regista ligure da tempo ha scelto Orte come luogo di soggiorno e di ispirazione della sua attività artistica. Augusto Zucchi ha offerto alla cittadinanza l’organizzazione di un Seminario di Recitazione e, in occasione della Cinquantesima Edizione dell’Ottava di Sant’Egidio del prossimo settembre, l’allestimento di rappresentazioni teatrali itineranti nel Centro Storico.

Presso il Palazzo Vescovile, nel Centro Storico, l’attore e regista, conduce attualmente le lezioni su ogni aspetto della recitazione, nel corso che si articola da ottobre  a maggio, quando gli allievi attori andranno in scena con uno spettacolo finale.

Una breve biografia dell’artista, tratta da www.teatro.it.

Augusto Zucchi si diploma come attore alla scuola del Teatro Stabile di Genova con Luigi Squarzina nel 1968 e nel 1971 si diploma come regista all’ Accademia Nazionale d’ Arte Drammatica “Silvio D’ Amico”. Ha diretto e interpretato numerosi spettacoli tratti da testi classici e contemporanei collaborando con cooperative, compagnie e teatri stabili.

E’ autore di numerosi testi teatrali, il più celebre “La memoria e l’oblio”.

Ha fondato insieme al critico e scrittore Italo Moscati una compagnia teatrale che si è occupata per alcuni anni di teatro di impegno civile. Dal 1979 al 1981 è stato, con Alessandro Fersen, coodirettore dello Stabile di Bolzano e ha collaborato con lo Stabile di Roma. Nel 1982 ha vinto il premio IDI per la regia dello spettacolo teatrale Terroristi. Nel 1987 ha organizzato in collaborazione con l’ ETI il “Progetto Dramma Italia”: una rassegna di teatro italiano contemporaneo. Ha scritto numerosissimi soggetti e sceneggiature per il cinema e la televisione.

Tra queste la più famosa, scritta in collaborazione con Carlo Lizzani, è quella di Caro Gorbaciov (1988), film interpretato da Harvy Keitel presentato al Festival di Venezia e vincitore del Premio Senato. Dirige vari film per RaiDue come Camera e La specialità della casa e vari documentari per RaiTre come L’albero dei poveri, La terra dello spirito, Oscar Hammerstein e Giovanni Soldini: navigatore solitario. Ha anche diretto la seconda stagione di Distretto di polizia per Mediaset. Ha diretto alcune trasmissioni radiofoniche di Maurizio Costanzo e realizzato numerose produzioni con Radio Due e Radio Tre. Le sue prime apparizioni come attore risalgono al 1986 ne Il caso Moro di Giuseppe Ferrara, e, nel 1987, in La monaca di Monza. 

Negli anni seguenti compare anche in serie televisive come Il maresciallo Rocca, Il bello delle donne, Don Matteo e Crimini.

Dal 1992 è direttore artistico con Paola Maffioletti di una società di produzioni teatrali cine-televisive: “Auroville” sovvenzionata dal Dipartimento dello Spettacolo, per la quale ha prodotto e continua a produrre spettacoli teatrali e ad organizzare festival di spettacoli di prosa e musicali.

Diventa più conosciuto grazie alle comparse nei film di Aldo, Giovanni e Giacomo in Tre uomini e una gamba (1997) nei panni del dottore, Così è la vita (1998) nei panni del commissario di polizia e in Chiedimi se sono felice (2000) dove è capocommesso dei grandi magazzini protagonista di gag esilaranti in cui urla contro lo sfortunato interlocutore del caso di “stare zitto e mettersi lì”, divenuto un vero e proprio tormentone. Nel 2005 è tra gli interpreti della miniserie televisiva Callas e Onassis. Nel 2007 interpreta la parte di impresario teatrale ne I Cesaroni 2.

Nella serie italiana de Il commissario Rex interpreta il Dott. Gori, capo della polizia.

Da alcuni anni Augusto Zucchi dirige la scuola di recitazione AUROVILLE a Roma. Nel 2013 prende parte al film Sole a catinelle di Gennaro Nunziante con Checco Zalone.

Del  2015 e’ il film diretto da Augusto Zucchi “La Voce” con protagonista Rocco Papaleo.

La trama del film di Augusto Zucchi, La Voce”.La Voce racconta la storia diGianni (Rocco Papaleo), un imitatore di grande talento la cui carriera si è arenata alle esibizioni nei locali notturni. Dotato di una straordinaria capacità di rubare” la personalità di chi imita, ne riproduce perfettamente la voce diventando magicamente laltro”. Per questo viene contattato dai servizi segreti” che gli chiedono, per il bene del Paese, di fare alcune telefonate con altre” voci in cambio di un futuro professionale migliore. Tuttavia, una volta entrato nel gioco, è difficile uscirne e Gianni si rende conto di essere implicato in uno o più omicidi. Tenta di sottrarsi, ma viene ricattato. Il suo già fragile equilibrio psichico peggiora, fino ad arrivare a un tragico quanto inevitabile finale.

Il film parte qualche anno dopo la morte del protagonista, quando la figlia, desiderosa di scoprire la verità su quanto accaduto a suo padre, comincia ad indagare sul suo passato, incontrando lo psicanalista che lo aveva in cura e scoprendo il coinvolgimento di questo misterioso personaggio nei rapporti tra limitatore e i servizi segreti deviati. Unindagine pericolosa che la porterà a far emergere la verità su un traffico illecito di medicinali.