La sessualità di qualcuno non è affare di nessuno

Emanuela Ferruzzi

NewTuscia – Aut Aut di Emanuela Ferruzzi – Articolo 3 – In questi giorni i nostri social sono strapieni di articoli, commenti, post e meme riguardanti Sanremo e questa strana edizione in pandemia. Tra chi voleva fortemente venisse fatto e chi invece ha giurato di non guardarlo per principio, ha comunque, come al solito, suscitato clamore, positivo o meno.

Tra tutte le vesti che ha indossato questa edizione sanremese, l’abito che più mi ha colpito per ridondanza mediatica è stato il tema della sessualità.

Seguo, come molti di voi, molte pagine social e faccio parte di gruppi numerosissimi, come quelli nati magari sotto lockdown 2020. Alcuni commenti ai post di Sanremo mi hanno fatto venire la gastrite e un senso di irrequietezza a dir poco particolare. Inutile dirlo, al centro del mirino non si trova Orietta Berti che ha disgraziatamente sbagliato due nomi di concorrenti, ma i Maneskin e lui, Achille Lauro, che già dalla prima apparizione al Festival fece stra-parlare di sé.

Queste righe non trasudano di gusto musicale, ci tengo a sottolinearlo. Chi mi conosce sa che io sono un’amante passionale del rock e hard rock, ma scrivo questo articolo per invitare alla riflessione. Si è parlato, come sempre, di sesso e di sessualità, gridando allo scandalo per il corsetto dei Maneskin e urlando il disagio per il bacio di Achille Lauro all’elegante bassista in bianco.

La mia domanda di apertura è questa: “In che anno siamo?” E la seconda è: “In quale società viviamo?”.

Ho letto di tutto e parafraserò perché mi vergogno un po’ a citare. Ho letto che questi “elementi” sono la rovina della musica e del mondo. Loro? Davvero? L’unico elemento che rovina il mondo è la totale mancanza di rispetto che abbiamo nei confronti del prossimo.

Ho letto che siamo alla deriva della musica e della società con questi “pagliacci” da circo. Pagliacci? Perché pagliacci? Dov’è finito il semplice giudizio senza offesa? Posso dire che non amo lo stile di un’artista, ma non che, se non piace a me, non vale nulla. Ho letto che gli artisti di una volta erano meglio e non si esibivano così. Beh, se vi riferite a Claudio Villa nel completo inamidato o ad un Cocciante con il farfallino, avete ragione. Certo che stiamo navigando oceani differenti, ma sapete? Esiste un’evoluzione. Non è detto che sia positiva, è chiaro, ma esiste. Anche l’intramontabile Renato Zero avrebbe letto queste e più offese sui social al tempo del suo esordio. Invece è un simbolo della canzone italiana. David Bowie fu criticato ed emarginato per parte della sua carriera. Freddie Mercury veniva preso in giro. Cioè, Freddie Mercury!

Questo solo per dirvi che l’arte non la si comprende subito o comunque, in senso più generale, non ha bisogno di una particolare presa di coscienza. E’ arte. Punto e basta. Chi crea spettacolo è comunque al centro del palco e porta su di esso tutto sé stesso, la ‘sua’ arte, alla mercé degli altri.

E la sessualità che esprime, i messaggi che invia, sono semplicemente da ricevere e decidere se cestinare o cercare di comprendere.

Torniamo al nostro argomento principe: Il bacio tra Achille Lauro e Boss Doms sul palco di Sanremo. Perché il clamore? Perché tante critiche?

Ho letto uno scambio di battute su facebook in cui tre padri esternavano le loro preoccupazioni perché temono che questi gesti sconsiderati possano ‘deviare’ i loro figli. State sereni cari papà, se il destino ha voluto che i vostri figli abbiano una passione sfrenata per la patafiocca, non sarà un Achille Lauro qualsiasi a far cambiare loro idea. Rilassatevi perciò, se i vostri figli sono gay, lo sarebbero stati anche senza la galleria d’arte offerta sul palco dell’Ariston, senza il corsetto di Damiano e dei Maneskin, che, per inciso, ho trovato stratosferici.

Quello che non sopporto, giuro, è tutta la ‘paura’ di qualcosa che non si comprende e non si prova neanche ad accettare. Lasciamo stare Achille e Damiano per un momento. Siamo nel 2021, emancipazione, indipendenza…

E un’immagine in cui due persone dello stesso sesso si scambiano un bacio ci destabilizza? Un gruppo rock che indossa corsetti ci crea paturnie d’animo?

La verità è che, come proprio Achille ha dimostrato nell’ultima serata del Festival, le parole sanno fare davvero male, anche se tentiamo di nascondere il dolore. Sono rose piantate nel petto. Quindi, smettiamola! Smettiamola di offendere chi ha una sessualità diversa dalla vostra. Smettiamola di esasperare le situazioni dipingendole come anormali. Chi decide cosa è normale? Chi siamo per definire i confini della normalità? Non tiriamo fuori la fede, per favore! Abbiamo comportamenti fuori dalle ligie regole cattoliche da almeno quattro decenni. Smettiamola di criticare, di professarci sconvolti. Sconvolgiamoci per le cose per le quali vale davvero la pena. Leggiamo la cronaca, apriamo un libro e poi specchiamoci. La nostra sessualità riguarda noi stessi e basta. E quella degli altri non è di nostra competenza.

Trovo davvero anacronistico lo stare a discutere ancora dell’omosessualità e dell’eterosessualità nel 2021. Dobbiamo davvero ancora imparare tante cose in questa vita. A rispettarci prima di tutto. E poi a non giudicare.

Perché, cari miei, la sessualità di qualcuno non è affare di nessuno.