Ampiezza e cambi campo, in fase offensiva l’abito migliore dei gialloblù: Analisi Viterbese-Monopoli

NewTuscia – Viterbo / Consueta analisi post partita, Viterbese-Monopoli 2-2

“Rammarico enorme”
Ha ragione mister Taurino quando afferma, in conferenza stampa post partita, di essere rammaricato “come fosse stata una sconfitta”. La Viterbese vista ieri ha forse espresso il suo miglior gioco da quando il mister siede sulla panchina, alla pari di un altro 2-2, quello con il Virtus Francavilla, quando però i gialloblù espressero il meglio soltanto in 45 minuti.
Nel match di ieri invece, la Viterbese ha avuto la meglio (purtroppo soltanto “ai punti”) del Monopoli in tutti i 90 minuti, in un match che per caratteristiche tecnico-tattiche delle due squadre, sulla carta non si prestava a tale fluidità di gioco.
Vediamo più da vicino perché, cosa è andato e cosa meno:

Ormai una cosa è chiara: la Viterbese non butta mai il pallone e fa del palleggio dal basso la propria forza, con un imperativo chiaro che è quello dell’utilità, al fine di non renderlo sterile, considerando anche il tipo di attaccanti, poco inclini alla palla buttata ma brevilinei e veloci nelle giocate tra lo stretto. Giocate che nel recente passato si erano viste meno, soprattutto contro squadre chiuse nel “classico” 5-3-2 difensivo, come ha giocato il Monopoli. E proprio in questo risiede la piacevole sorpresa dei gialloblù visti ieri, se ci si poteva aspettare un match simile a quello con la Vibonese, beh ieri è andata diversamente.

I ragazzi di Taurino hanno fatto girare la sfera molto più velocemente, cercando l’ampiezza con i terzini, diventati dei registi aggiunti e toccando quasi lo stesso numero di palloni di Bensaja, il play basso. Ciò ha permesso sia agli esterni alti di entrare dentro il campo per giocare maggiormente con la punta centrale, sia di toccare con più forza le maglie della difesa avversaria, portando molti uomini in area di rigore.
Un esempio può essere l’azione clamorosa che ha portato Tounkara alla traversa: una mezzala (Salandria) ha aperto per Murilo che ha messo in mezzo trovando, oltre al centravanti ex Lazio, anche l’esterno opposto e l’altra mezzala che si era inserita sul cosiddetto lato debole, quello dove la squadra ha meno giocatori se l’azione si svolge dalla parte opposta.
Tutto ciò ha prodotto tante, tantissime occasioni o “mezze” occasioni che, sfruttate meglio, avrebbero portato i tre punti, aggiunte a quelle nitide da corner e punizioni corte che la Viterbese sfrutta sempre molto bene.

Purtroppo per Taurino queste argomentazioni positive non sono bastate, anche per l’incapacità di gestire il vantaggio con furbizia. Dalla palla persa da Baschirotto che si era sovrapposto ai rimpalli fortuiti sul tiro di Starita, si poteva gestire tutto in modo migliore con più furbizia e esperienza, come dichiarato dal mister in conferenza post partita. Sicuramente questa partita farà esperienza a una delle rose più giovani del campionato.