Papa Francesco e la Preghiera dei figli nei luoghi di Abramo

“Apri i nostri cuori al perdono reciproco” per un  futuro di pace se camminiamo da fratelli, guardando lo stesso Cielo

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – Al termine dell’incontro interreligioso nella Piana di Ur dei Caldei, intonata un’orazione ispirata alla figura del Patriarca, padre comune nella fede per cristiani, ebrei e musulmani, “esempio di coraggio, di resilienza e di forza d’animo”

Figli dei figli dei figli di Abramo e tutti fratelli.

Le grandi tradizioni religiose dell’ebraismo, del cristianesimo e dell’islam si intrecciano con orme indelebili lasciate sulla terra della Mesopotamia e nella storia da un uomo, Abramo, che si è fidato senza riserve del Signore. Nel Corano è chiamato “amico di Dio” (Khalîl Allâh).

Nel libro della Genesi, Dio gli rivolge queste parole: “Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò”. È l’antica città di Ur dei Caldei, nel sud dell’Iraq, la patria di Abramo. È il luogo da dove il primo Patriarca parla, per la prima volta, con il Signore. Si fida della Parola di Dio, che gli chiede di sacrificare il figlio Isacco. In questo lembo di terra dell’antica Mesopotamia è iniziata la missione di Abramo che lega profondamente i destini di ebrei, cristiani e musulmani.

Sulle orme di Abramo.

Come descritto da Amedeo Lomonaco su Vatican news, dalla Piana di Ur, dove Abramo ha ricevuto la chiamata a lasciare la propria patria, si eleva al termine dell’incontro tra il Papa e altri leader religiosi, una Preghiera a Dio Onnipotente, “Creatore nostro” che ama “la famiglia umana”.

La Preghiera dei figli di Abramo, intonata in lingua araba da un frate, si apre con il ringraziamento al Signore per il dono di un “padre comune nella fede”: “Ti ringraziamo per il suo esempio di uomo di fede che ti ha obbedito fino in fondo”. “Ti ringraziamo perché, benedicendo il nostro padre Abramo, hai fatto di lui una benedizione per tutti i popoli”. Un “figlio insigne di questa nobile e cara terra” che oltre a mostrare una “fede eroica” è anche un “esempio di coraggio, di resilienza e di forza d’animo, di generosità e di ospitalità”. “Senza riserve – si ricorda nella Preghiera – si è fidato di Te, che sei misericordioso e apri sempre possibilità nuove per ricominciare”.

Il Papa: un futuro di pace se camminiamo da fratelli guardando lo stesso Cielo. Una fede che apra i cuori.

Dopo la prima parte dell’incontro interreligioso e il discorso di Papa Francesco incentrato su Abramo, un padre comune che “seppe sperare contro ogni speranza”, la Preghiera dalla Piana di Ur è  una supplica a Dio che ha il sapore di un filiale dialogo con il Signore. “Ti chiediamo, Dio del nostro padre Abramo e Dio nostro, di concederci una fede forte, operosa nel bene, una fede che apra i nostri cuori a Te e a tutti i nostri fratelli e sorelle; e una speranza insopprimibile, capace di scorgere ovunque la fedeltà delle tue promesse”. “Fai di ognuno di noi un testimone della tua cura amorevole per tutti, in particolare per i rifugiati e gli sfollati, le vedove e gli orfani, i poveri e gli ammalati”.

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la preghiera dei figli di Abramo come figli e fratelli.

La Preghiera dei figli di Abramo, che conclude l’incontro interreligioso, partecipato spiritualmente ed emotivamente da papa Francesco e dai rappresentanti delle altre religioni, si riverbera attraverso verbi imploranti che, dal mondo ferito e oggi scosso da dure prove, salgono verso il Cielo. “Apri i nostri cuori al perdono reciproco”. “Accogli nella tua dimora di pace e di luce tutti i defunti, in particolare le vittime della violenza e delle guerre”. “Assisti le autorità civili nel cercare e trovare le persone rapite, e nel proteggere in modo speciale le donne e i bambini”. “Aiutaci ad avere cura del pianeta”. “Sostieni le nostre mani nella ricostruzione di questo Paese”. Parole rivolte al Signore per aprire i cuori di ebrei, cristiani e musulmani e di tutti gli uomini. Per riconoscersi tutti fratelli e figli dello stesso Padre.

Questa profonda testimonianza di fratellanza voluta da Papa Francesco non potrà non riverberarsi con positivi effetti nel dialogo e nella collaborazione internazionale, per porre fine ai dissidi e lasciar posto alla solidarietà, alla concordia, alla collaborazione ed allo sviluppo del progresso futuro dei Popoli.