Il recupero del Complesso del Colle di San Bernardino di Orte

Dal Tribunale di Viterbo l’autorizzazione al Comune di Orte per misure di salvaguardia

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Una buona notizia sul fronte del recupero del Complesso Storico del Colle di San Bernardino di Orte. Il Giudice per l’Esecuzione del Tribunale di Viterbo ha emesso il 3 febbraio scorso un provvedimento di autorizzazione al Comune di Orte – su istanza depositata dal sindaco Angelo Giuliani il 27 gennaio 2022 – a porre in essere “ quanto necessario per limitare l’accesso ai terzi non autorizzati al compendio pignorato, in collaborazione con il Custode alla preservazione del compendio pignorato.”

Dal Giudice per l’Esecuzione di Viterbo viene riconosciuto significativamente al Comune di Orte lo status di “Ente esponenziale della comunità di riferimento”.

Il provvedimento del Tribunale di Viterbo permetterà di mettere in sicurezza e preservare la struttura dagli atti vandalici che hanno caratterizzato questi ultimi mesi e costituisce un presupposto per l’auspicabile progetto di recupero del complesso, legato indissolubilmente alla storia religiosa e civile della città.

In tale contesto si sta organizzando ad Orte un’azione coordinata, un Comitato per il recupero del Complesso di San Bernardino, dopo gli ulteriori, deprecabili atti di vandalismo ultimamente registrati.

San Bernardino da Siena (1380 – 1444) che lasciò ad Orte il segno del suo passaggio con l’ideogramma scolpito sugli stupidi  dei portali della città, richiama l’attenzione sulla necessità del recupero del complesso del colle che porta il suo Nome e che nei secoli è stato la fucina di molti seguaci di Francesco di Assisi, come Convento e Collegio Serafico, oltre che luogo privilegiato per cerimonia religiose, eventi sportivi e culturali.

Ricordiamo che a Palazzo Roberteschi sede dell’Ente Ottava Medievale si svolse nell’aprile del 2019 la conferenza dal titolo “San Bernardino di Orte: storia e degrado”, organizzato dalla Biblioteca specializzata dell’Ente Ottava Medievale (nella trasmissione Fatti e Commenti di Teleorte abbiamo approfondito la questione) che pubblicamente ha denunciato il degrado in cui versa il Convento francescano di San Bernardino e la sua chiesa, realizzati nel 1464 sul colle omonimo, che già in epoca etrusca ha ospitato una necropoli accanto alla rupe ove sorge la città di Orte.

Dopo la fase di sensibilizzazione  degli amministratori locali, della comunità cristiana, del mondo della cultura e della cittadinanza tutta, occorre passare ai fatti sullurgenza di elaborare un progetto di recupero del complesso conventuale (che comprende oltre alla Chiesa del XV secolo ed alle strutture conventuali del XVII secolo, il Collegio realizzato nel 1928, una palestra, un campo sportivo ed una tipografia degli anni Settanta del Novecento, ed una vasta area  boschiva) che risulta, dopo alterne vicende patrimoniali e trasferimenti di proprietà, di nuovo in vendita al considerevole prezzo di  3.100.000 euro.

In primis va sciolto chiaramente il nodo proprietario, le ragioni del degrado, eventuali gravami e oneri sulla proprietà . Poi procedere anche gradualmente al recupero e alla riutilizzazione: socio economica e anche religiosa. Elaborare un progetto tecnico economico, il costo dell’acquisizione e del recupero e’ a dir poco stratosferico!

L’amministrazione comunale e’ stata autorizzata dal Giudice dell’Esecuzione di Viterbo a mettere in sicurezza la struttura e preservarla da ulteriori atti di vandalismo.

Ora dalla collaborazione tra enti pubblici ( comune provincia regione) operatori economici (imprenditori associati che potrebbero operare nella sanita’, nell’assistenza, istituzioni di ricerca (ricerca scientifica, istituzioni universitarie, recupero ambientale, attività agricole,  e sostenibilità come il Biodistretto che potrebbero utilizzare terreni per la coltivazione biologica e il bosco per ripopolare la fauna) , culturali  e  volontariato .

Anche la formazione professionale potrebbe avere una sede a San Bernardino, legata alla creazione di nuova piccola imprenditoria, dove i giovani possano mettere a frutto i loro talenti .

Noi operatori nel campo della comunicazione potremmo utilizzare spazi per la produzione di giornali, programmi televisivi e nuovi mezzi di comunicazione sociale, trasferendo al Colle le nostre attrezzature di lavoro.

Si potrebbe, inoltre,  individuare la localizzazione di una sede per un’Organizzazione di prestigio nazionale ed internazionale, pensando al dopo coronavirus.

Inoltre la comunità cristiana  potrebbe riutilizzare la chiesa e le strutture religiose, anche in chiave di dialogo interreligioso, in linea con la vocazione francescana del Colle.

Dopo la messa in sicurezza della struttura E’ quanto mai opportuno iniziare un percorso a tappe… ma iniziare, anche con semplici visite organizzate, a carattere sia religioso che ambientale e culturale.

Ideogramma di San Bernardino scolpito sui portali di molti palazzi del Centro Storico (immagine Wikipedia)

Ora riepilogo per i momenti e riflessioni di precedenti articoli pubblicati.

Il Colle di San Bernardino non può essere lasciato nel degradato abbandono attuale in modo particolare per i profondi legami consolidatisi con la Città,  infatti il Convento fu realizzato grazie ad un lascito testamentario di una facoltosa famiglia ortana nel 1464 ed affidato da sempre ai seguaci di Francesco di Assisi, che vi svilupparono nei secoli il luogo privilegiato di formazione dei giovani alla Regola di Vita francescana e ove vi soggiornarono  più volte Bernardino da Siena, oltre a San Giovanni da Triora, nel 1816 martire francescano in Cina – luogo sempre  profondamente amato dagli ortani, ove nei secoli vi hanno celebrato matrimoni, ricorrenze felici della loro vita.

Dobbiamo registrare con estremo rammarico che lo stato di abbandono del complesso ha fatto registrare negli ultimi anni incresciosi fenomeni di deturpazione, di danneggiamento e di sfregio delle strutture conventuali, che attendono un adeguato progetto di risanamento e di recupero alla fruizione, oltre che di carattere ricettivo, sanitario o assistenziale, di concreta fruizione religiosa, culturale e ricreativa da parte della popolazione, per l’assoluta pregevolezza ambientale del luogo.

Riportiamo di seguito il testo – molto significativo in particolare perché scritto da una neo cittadina di Orte – della lettera inviataci il 26 maggio 2019  da una gentile Lettrice che ha visitato il complesso del Colle di San Bernardino.

“Oggi mi sono commossa. Nella mia abituale camminata di salute sono arrivata al complesso di San Bernardino ad Orte, ho preso la residenza da quasi un anno in questa bella e frizzante realtà provinciale.

Ebbene, arrivando a San Bernardino mi sono emozionata, e ho pianto, come quando si ha compassione di una bella signora” violata e abusata.

La compassione “cum patior”, sentimento nobile di partecipazione alla sofferenza altrui, manifestazione di un tipo di amore incondizionato che non può chiedere niente in cambio.

Quello che ho provato oggi, insieme ad una tristezza infinita per la bellezza del luogo degradato, ma allo stesso tempo mi sono chiesta: “come è stato possibile tutto questo?”

Sono straniera, vengo da fuori, e ho scelto Orte per viverci.

Possibile che non si riesca a far nulla per questo sito? Potrebbe essere acquistato, (obbligando la società proprietaria che ha già sicuramente guadagnato molto dall’acquisizione), da qualche ente statale o locale affinché possa inserirci una scuola di restauro, o di altra specializzazione, per fare in modo che tale e tanta bellezza non marcisca e non venga più abusata e violata. Auspico vivamente che si possa trovare una soluzione alternativa a tale scempio.

Ad maiora, e che San Bernardino continui a benedirci nonostante l’indifferenza al Male.”

Ci auguriamo che il complesso di San Bernardino possa presto avere una sistemazione anche parziale.

Il comitato promosso dalla famiglia Martini e’ già un’ottimo inizio, noi come giornale vogliamo partecipare all’impresa !!!! Partiamo!!!!

È impresa difficilissima, ma non impossibile per chi vuole!

Dobbiamo agire !!!!