di Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha illustrato questa mattina al Senato con stile  istituzionale di ampio respiro il programma di governo con ampiezza e profondità di portata almeno ventennale, oltre il 2026 anno in cui dovranno essere investite le risorse europee del Recovery Fund.

Con  l’affermazione di una responsabilità nazionale, con le opportunità per una nuova Ricostruzione, la campagna vaccinale, la cura della’istruzione e la formazione finalizzata al lavoro, il ritorno a scuola in  sicurezza, ambiente, politiche del lavoro e Mezzogiorno, il Piano di investimenti del Piano Nazionale di Ripartenza e Resilienza.

Dare risposte concrete al Paese, concetto sintetizzato con l’affermazione:

“Ogni spreco  e’ un torto ai nostri giovani e al futuro”. Grande impegno programmatico per i giovani, le donne, la  tecnologia e l’innovazione per l’ambiente. Si crescerà insieme agli alleati,   con la consapevolezza che non c’e’ sovranità nella solitudine, fuori delle alleanze europee ed atlantiche. Dobbiamo lasciare un buon pianeta e non soltanto una buona moneta, con un richiamo al Presidente Sergio Mattarella ed a Papa Francesco sulla necessità di misure di contrasto al degrado ecologico e ed una nuova economia verde.

Il discorso programmatico del presidente Mario Draghi in Senato. Foto ANSA.

In ambito dei Comuni Italiani il presidente Decaro nel colloquio con il presidente incaricato Draghi: “Sono stati presentati al presidente Mario Draghi dieci interventi concreti per far ripartire l’Italia”.

Il presidente dell’Anci:  “Abbiamo presentato al presidente Draghi il nostro piano, Città Italia, fatto di dieci indirizzi molto concreti.

In quanto sentinelle del territorio, siamo consapevoli della difficoltà del momento, in quanto mediatori naturali, siamo convinti che per il futuro del Paese non si possa fare a meno delle capacità dei sindaci”. Lo ha detto il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, al termine delle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi.

Come riferito da Emiliano Falconio, il presidente Anci e’ stato ricevuto dal presidente incaricato Mario Draghi, insieme al presidente della conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini e al presidente dell’Upi, Michele De Pascale. Decaro ha dichiarato: “Abbiamo voluto offrire la nostra totale collaborazione anche sul piano vaccini al presidente incaricato.

E naturalmente lo abbiamo ringraziato per averci ascoltato: un riconoscimento, non solo formale, del ruolo che abbiamo svolto sul territorio in questa emergenza”.

Il presidente dellAnci ha auspicato un dialogo diretto tra gli amministratori locali e il governo che nascerà.

“Abbiamo sottolineato che riteniamo importante e strategico avere un interlocutore unico nel governo – ha proseguito – soprattutto in questo periodo, per affrontare la sfida dell’emergenza e della ripartenza del Paese. Noi riportiamo le voci delle nostre città, i bisogni e le aspettative dei nostri concittadini. Inoltre saranno molte le risorse del recovery plan nella disponibilità dei Comuni. E richiederanno pianificazioni anche con gestioni diverse: è indispensabile un’unica cabina di regia con procedure semplificate per poter procedere speditamente e trasformare i progetti che abbiamo presentato in opere concrete”.

“Già ad agosto – ha concluso Decaro – avevamo offerto una nostra proposta al governo sull’utilizzo dei fondi del Recovery fund: il rilancio economico e sociale del Paese non può fare a meno della complessa articolazione, delle competenze e anche delle funzioni strategiche, dei Comuni italiani”.

I 10 punti del Piano dellANCI sul Recovery fund

Il Piano presentato  dall’Anci punta, dunque, sulle città metropolitane per assicurare la crescita dell’intero Paese, senza dimenticare però le aree interne e i Comuni minori.

Si tratta di un bilanciamento che alla crescita economica in chiave green e digital, affianca il tema dell’equità sociale e territoriale, cardine – assieme alla competitività – delle linee europee per l’impiego dei fondi del Recovery. 

Ecco dunque i 10 punti del Piano dell’ANCI sul Recovery fund.

  1. Edilizia verde, efficienza energetica

Il primo punto riguarda l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente e la transizione energetica nelle città, investimenti indispensabili per ridurre entro il 2030 il 40% delle emissioni di gas serra.

  1. Mobilità sostenibile pubblica

Per ridurre l’inquinamento bisogna incidere, però, anche sul fronte della mobilità. I Comuni puntano quindi ad un Piano per la mobilità sostenibile nelle aree urbane “che garantisca a tutti l’accesso ad un servizio pubblico efficiente integrato con un sistema articolato di servizi a domanda di micro-mobilità (bici e altri mezzi non inquinanti) secondo il principio del “Mobility as a Service” allo scopo di portare lo shift modale tra mezzo proprio e altre forme di trasporto nelle aree urbane a oltre il 50% entro il 2030”.

  1. Economia circolare e riuso delle acque

Il terzo pilastro per la crescita sostenibile è infine la circular economy, unita ad un uso più efficiente della risorsa idrica. Dal punto di vista degli obiettivi, i Comuni puntano a ridurre entro il 2030 la produzione di rifiuti al di sotto delle media europea e ad aumentare “gli investimenti per la diminuzione delle perdite idriche, portandole a un livello fisiologico del 20-25%”.

Spazio anche alla “sistemazione della rete fognaria, garantendo la depurazione di tutti i reflui e favorendo il riuso delle acque depurate a tutela dell’ambiente e dell’ecosistema marino”.

  1. Città digitali e intelligenti

Il quarto punto del Piano dell’ANCI intercetta, invece, l’altra strategia del Recovery e cioè la transizione digitale. Su questo fronte le priorità dell’ANCI sono due:

  • Potenziare le reti digitali per fare uscire dall’isolamento interi paesi e comunità;
  • Aumentare la capacità di impiego dei “big data” per rendere davvero “smart” le città, attraverso l’attuazione di un Piano nazionale per la diffusione e l’utilizzo dei big data pubblici
  1. La scuola al centro della città

I Comuni propongono anche un “Piano scuola” che preveda, da un lato, interventi per l’edilizia scolastica, e dall’altro “un incremento della spesa nei servizi scolastici ed extrascolastici, servizi per l’infanzia allo scopo di sostenere la conciliazione vita-lavoro delle famiglie e rafforzare il ruolo della scuola come punto di riferimento per le comunità”.

6.Una casa per tutti

Non poteva mancare chiaramente anche un “Piano straordinario per l’edilizia abitativa” in attuazione di una politica di contrasto alle povertà e sostegno alle famiglie che metta al primo posto il diritto alla casa.

Su questo tema nei giorni scorsi era intervenuta anche la ministra Paola De Micheli che, nel corso di un’altra audizione, aveva sottolineato come gli interventi di edilizia residenziale pubblica fanno parte di un più ampio processo di “rigenerazione urbana” dove si punterà alla rivitalizzazione urbanistica complessiva di interi pezzi di città e non ad una stagione a sé stante di azioni di edilizia residenziale.

  1. Periferie creative: rigenerazione urbana e comunità

Vien da sè, quindi, che il settimo punto del Piano dell’ANCI sulla rigenerazione urbana si realizzerà probabilmente in connubio con il punto sull’edilizia residenziale.

  1. Cultura “è” turismo

Al punto n. 8 del programma dell’ANCI c’è poi la proposta di “un Piano per la valorizzazione dei nostri beni culturali e ambientali, investendo su nuovi servizi e modelli di gestione credibili che permettano il loro mantenimento nel tempo e che siano occasione di crescita turistica nelle città dove sono presenti”. A questo si aggiunge l’idea di “progetti pilota per la tutela del paesaggio e della cultura, specie nelle zone dove il patrimonio naturale e artistico è maggiormente a rischio” per dare impulso alla strategia nazionale per le aree interne.

  1. Patto per lo sviluppo delle città metropolitane

Su questo fronte l’ANCI propone di “rinnovare un patto per lo sviluppo delle città metropolitane quale strumento essenziale per la governance multilivello e il coordinamento territoriale nell’attuazione di una strategia di crescita economica, sociale e culturale su tematiche prioritarie di rango sovra-comunale quali mobilità e logistica di merci e persone, tutela del territorio e dei sistemi ambientali e culturali, attrazione di investimenti per incrementare l’occupazione, specie quella giovanile, attraverso la valorizzazione del sistema delle competenze e del capitale umano in sinergia con le università e con il partenariato economico e sociale”.

  1. Scuola nazionale di pubblica amministrazione

E infine c’è il tema dell’aumento delle capacità manageriali degli amministratori comunali, con la proposta di creare una City School nazionale per la formazione di una classe dirigente della PA sempre allineata alle nuove e mutevoli esigenze organizzative e gestionali degli enti locali.