Densità in mezzo e fasce laterali concesse, ecco la vittoria di Taurino: Analisi Bari-Viterbese 0-1

NewTuscia – VITERBO/ Consueta analisi del giorno dopo, Bari-Viterbese 0-1

“La vittoria della città”.
Ripartiamo nuovamente da qui, dalla frase più significativa di mister Taurino nella conferenza post partita al San Nicola di Bari.
Molto umile il tecnico ex Bitonto che ieri ha avuto un peso decisivo e importantissimo nella vittoria in casa “galletti”. A differenza del match contro la Turris, i 90 minuti di ieri sono stati abbastanza lineari dal punto di vista tattico, considerando il fatto che la palla era prevalentemente nei piedi dei giocatori di Auteri, con un difetto notevole: la lentezza di questo fraseggio.
Vediamo da vicino dove ha vinto Taurino:

Il leitmotiv era chiaro, il Bari avrebbe fatto la partita e i gialloblù si sarebbero coperti in cerca di spazi da sfruttare nelle ripartenze. Così è andata per tutti i 90 minuti.
C’è un “però” e in quest’ultimo risiedono i grandi meriti di Taurino: come si è coperta.
Bianco e compagni hanno fatto girare il pallone molto lentamente, senza preoccupare più di tanto la retroguardia gialloblù, tolte alcune episodiche situazioni. Non c’erano sovrapposizioni negli ultimi 20 metri e le manovre erano molto “casuali”.
Mister Taurino ha approfittato di queste difficoltà alla perfezione, facendo molta densità in mezzo al campo e concedendo molti palloni sulle fasce laterali, zona in cui il Bari era maggiormente rimaneggiato.
Perciò abbiam visto molti cross provenienti da Semenzato e Ciofani, tutti perfettamente letti da Markic e Camilleri, con un notevole vantaggio: la presenza di Baschirotto.
Eh si perché quando i cross provenivano dalla fascia opposta, quella di Bianchi, i gialloblù avevano un terzo saltatore, per l’appunto il “buon Federico” a dare altri centimetri (e che centimetri!) a sostegno degli altri due centrali.

I ragazzi di Auteri non sono stati capaci di applicare contromosse pericolose, se non qualche tiro dalla distanza prontamente respinto da Daga. A Bensaja e compagni mancava soltanto una cosa: il colpo del KO, che tardava ad arrivare per qualche scelta errata nelle ripartenze, soprattutto nei tempi di tali ripartenze. Nonostante ciò alla Viterbese è bastata una palla inattiva per vincere un match che resterà nella storia di questa città, proprio come quella dello scorso anno.
Già, perché concedere una palla inattiva agli uomini di Taurino, equivale quasi ad una massima punizione dagli 11 metri.

(Foto: Pagina ufficiale Facebook “Us Viterbese 1908”)