Aperte le consultazioni per il nuovo governo presieduto da Mario Draghi

di Stefanini Stefanini

NewTuscia – ROMA – Il sostegno delle varie forze politiche al presidente incaricato Draghi in questo prezioso schema dell’Agenzia ANSA riassume anche le questioni ed i risvolti di ordine economico che sottengono al tentativo di formare un governo.

Noi pensiamo che non sarà un governo tecnico, Draghi ha operato con successo  nella sua lunghissima esperienza professionale e umana come docente universitario, direttore generale del Ministero del Tesoro, governatore della Banca d’Italia e della Banca Centrale Europea, incarichi che hanno una notevolissima incidenza politica e non solo tecnico-economica.

Mario Draghi, autorevole figura dell’economia e della finanza avrà modo di bilanciare con politiche sociali, di coesione e sviluppo delle fasce sociali e dei territori italiani più deboli, conferendo  al suo esecutivo la giusta caratterizzazione di rappresentativita’ e, considerazione per lui,   nelle Istituzioni dell’Unione Europea, dove avrà in Ursula fon derlayen,  nel commissario all’Economia Paolo Gentiloni che in Christine Lagarde alla Banca Centrale Europea interlocutori importanti per l’affermazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza  italiano (Recovery Fund) da elaborare con assoluta competenza e adeguata ponderazione, presto e bene.

Per riconoscere il suo forte impegno noi auspichiamo che nel governo ci sia posto anche per Giuseppe Conte, se ovviamente lo stesso vorrà e con le condizioni politiche necessarie, con un’ opportuna posizione di un Ministero rilevante e di prestigio .

Italia vista notturna dal satellite

Dai contenuti del Programma di Governo, pochi ed essenziali, e in particolari dalla scelta dei Ministri, che Draghi concorderà come prevede la Costituzione con il presidente Mattarella, si individueranno chiaramente le linee guida e l’impegno del nuovo esecutivo: se il prof.  Draghi avrà come ministri esponenti delle componenti socio economiche del Pese – i così detti “ corpi intermedi della società – e non solo tecnici e politici: mi riferisco al mondo della produzione, del lavoro, della ricerca scientifica, della sanita’, del volontariato, del mondo giovanile e della cultura, dell’arte e della cura dell’ambiente, allora avremo la prova che non sarà la “finanza” o la  burocrazia degli Stati o dell’Unione Europea a influire sulle prossime fondamentali scelte del nostro Paese, programmi che determineranno il destino di molte generazioni future, speriamo nell’ottica dello sviluppo equilibrato e della qualità della vita “integrale”.

La  spiccata “natura” di banchiere attribuita al presidente incaricato Draghi e’ bilanciata, d’altra parte, dalla sua vicinanza alla figura cristallina di Carlo Azeglio Ciampi e potrà essere equilibrata dai metodi di “consultazione e se possibile di coinvolgimento attivo” nella poderosa azione di governo del mondo della produzione, dell’industria, delle Forze sociali del lavoro e sindacali, del mondo della scuola, della formazione e della ricerca scientifica, della sanità e assistenza sociale,  dell’universo giovanile e femminile, della cultura e dell ‘arte, del volontariato delle forze dell’ordine, le formazioni sociali intermedie esaltate dalla nostra Carta Costituzionale

La garanzia maggiore dell’impegno qualificato  di Draghi e’ fornita dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella: quello di Draghi e’ una soluzione ed un suo “successo , e Draghi avrà nel presidente della Repubblica  un interlocutore autorevole, anche se non particolarmente amante dei riflettori della ribalta.

In politica tutto e’ possibile, ma fino ad un certo punto: gli elettori cittadini, che soffrono della pandemia e della conseguente crisi economica, che pagano tasse spesso salate, si aspettano che le amministrazioni nazionali e locali,  a meno che non avvengano fatti di una gravità traumatica, giungano alla loro scadenza naturale con  l’impegno unanime verso la concretizzazione dei programmi sottoposti agli elettori e con i quali hanno vinto le elezioni.

Ecco la “parola magica”: spostiamoci nell’ottica governo centrale, regioni, province d comuni: i programmi realizzabili su cui la squadra di governo lavora per il periodo del mandato,  i primi anni  per acquisire  ai  progetti programmati  i finanziamenti nazionali, europei ed internazionali. 

Siena Palazzo Pubblico Allegoria del Buon Governo  Ambrogio Lorenzetti 1338-1339

A questo proposito suggeriamo a qualche amministrazione in alcuni  casi sprovveduta,  di fornirsi di esperti nei Bandi Europei… in quanto l’Italia e’ una delle nazioni fondatrici dell’Europa Unita che sono ad oggi non riesce ad ottenere gran parte dei  finanziamenti richiesti  per opere e servizi per i gravissimi errori nella compilazione delle domande di ammissione ai finanziamenti europei e di riflesso regionali.

Ora qualche parere registrato tra i cittadini che si basa sull’esigenza di buon senso e soprattutto sul senso di responsabilità di chi si occupa  della “cosa pubblica” verso i cittadini amministrati, molto spesso anteposti a interessi di partito (se ancora esistono come ispirazione ideale, come raccordo operativo e partecipativo, attraverso l’intelligente attività delle consulte) con i cittadini sulle cose da fare con il corpo elettorale.

Le istituzioni centrali e territoriali non sono strumenti in mano ai governanti, sono parte della Repubblica, sono del Popolo  che ad ogni elezione delega i propri rappresentanti alla migliore gestione della “ cosa pubblica”, questo ogni amministratore a tutti i livelli deve ripeterselo tutti i giorni del suo mandato di servizio.