Draghi dice sì. Renzi rischia di disintegrare il M5s (che non vuole Draghi)

Gaetano Alaimo

NewTuscia – ROMA – Mario Draghi, ex governatore della Bce, dopo circa un’ora di colloquio con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, poco fa ha accettato l’incarico a formare un nuovo governo. Che, come ha precisato lo stesso Draghi, sarà un governo con precisi obiettivi: “Vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, rilanciare il Paese” puntando sulle “risorse straordinarie dell’Ue per le future generazioni e la coesione sociale”. In altre parole lo si potrebbe chiamare governo istituzionale o di scopo, anche se per tanti, i Cinque Stelle, si tratta di un nuovo governo tecnico e, per ora, sono gli unici decisi a non votarlo.

Dopo il fallimento delle trattative del presidente “esploratore” della Camera Fico, però, pentastellato, per rielaborare un remake del precedente esecutivo con un Con te Ter, muovendo qualche ministro per “accontentare” Renzi e i suoi, rimane difficile come il M5s possa pensare di puntare ad un altro governo politico.

Renzi non ha avuto nessuna “pietà” ed ora, anche a nostro avviso, difficilmente ci sarebbero state alternative ad un personaggio come Draghi, fuori dai partiti, o le elezioni. Queste ultime sono state escluse dal Capo dello Stato per i rischi derivanti da potenziali assembramenti, anche se sono alle porte le Amministrative. Alla fine, il governo istituzionale è rimasta l’unica percorribile.

Il Centrodestra oggi si riunirà per decidere se appoggiare o no il governo. Se Forza Italia tende al sì, considerando Draghi un’alta figura di rappresentanza, Lega e FdI sono per il voto anche se non hanno pregiudiziali all’ex numero uno della Bce. Anche i partiti minori del Centrodestra con Toti, Udc e Noi con l’Italia sono per Draghi. Almeno così sembra.

Il Pd, con Zingaretti, ha fortemente criticato Renzi e già ha detto sì a Draghi. E’ previsto un prossimo incontro con gli ormai ex alleati del M5s e LeU per trovare una quadra.

Bisgonerà vedere se il Movimento Cinque Stelle riuscirà a trovare una sintesi perché, dopo i gravi cali di consenso, impuntarsi su un no a Draghi perché non è Conte ed un governo politico, porterebbe ad ulteriori rischi di sfaldatura del movimento. Il tutto deriverebbe dall’uscita di Italia Viva e Renzi dalla maggioranza. I grillini sono così masochisti?

Intanto c’è una pandemia da battere e un’economia da fare ripartire, basta giochi al massacro di Palazzo.