Su Rai1 “Il Commissario Ricciardi” con Lino Guanciale e la regia di Alessandro D’Alatri (vincitore del “Premio Eccellenza Cinematografica 2018 Filoteo Alberini pioniere del Cinema Città di Orte”

Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Lino Guanciale e’ tornato il 25 gennaio  protagonista su Rai1 nell’attesissima serie tv “Il Commissario Ricciardi”, sei prime serate dello sceneggiato diretto da Alessandro D’Alatri, tra poliziesco, noir, mystery e melodrammatico , tratte dagli omonimi romanzi di Maurizio de Giovanni (editi da Einaudi).

Come riportato da RAI News24, lo sceneggiato e’una  coproduzione Rai Fiction-Clemart srl, prodotta da Massimo Martino e Gabriella Buontempo, per la regia di Alessandro D’Alatri e sceneggiature firmate dallo stesso scrittore napoletano Maurizio de Giovanni insieme a Salvatore Basile, Viola Rispoli e Doriana Leondeff. Un viaggio a ritroso nel tempo in una Napoli degli anni Trenta, teatro di crimini efferati e assassini difficili da assicurare alla giustizia, ma anche territorio d’azione di Luigi Alfredo Ricciardi, giovane e integerrimo commissario della Regia Questura nel capoluogo campano. Introverso e solitario, Ricciardi ha un intuito e una determinazione particolari per le indagini, una vera ossessione alimentata da quello che lui chiama “il Fatto”, una particolare dote ereditata dalla madre che tiene segreta a tutti. E’ in grado di vedere gli spettri delle vittime di morte violenta che gli svelano, ripetendo ossessivamente, l’ultima frase detta o pensata prima di essere uccisi. Un “dono” pesante che se da una parte gli consente di portare a termine il suo lavoro di poliziotto come nessun altro, dall’altra, nella vita privata, si dimostra una vera e propria dannazione. “

Nel cast: Antonio Milo, nel ruolo del brigadiere Maione, amico e uomo fidato di Ricciardi; Enrico Ianniello in quello dell’anatomopatologo Bruno Modo; Serena Iansiti nei panni Livia, una ricca e bellissima ex cantante lirica determinata a conquistare il cuore del commissario e Maria Vera Ratti in quelli di Enrica, la dolce e timida vicina di casa di Ricciardi, una bellezza non appariscente ma intrigante per l’introverso poliziotto. E ancora, Mario Pirrello è l’ambizioso e arrivista vicequestore Garzo; Nunzia Schiano interpreta Rosa, l’anziana tata che si occupa di Ricciardi come un figlio; Fabrizia Sacchi veste i panni di Lucia, la moglie del brigadiere Maione; Adriano Falivene quelli di Bambinella, confidente di Maione, Marco Palvetti è Falco e Peppe Servillo Don Pierino. “

Silvia Fumarola su Repubblica riporta la presentazione del regista Alessandro D’Alatri: “In tv il fascino e il mistero della Napoli anni 30”

Ecco alcuni brani dell’intervista di Silvia Fumarola per Repubblica al regista Alessandro D’Alatri: 

Il regista Alessandro D’Alatri con il Premio “Eccellenza Cinematografica 2018 Filoteo Alberini pioniere del Cinema” opera dello scultore viterbese Roberto Joppolo, ricevuto ad Orte il 12 ottobre 2018
Il regista Alessandro D’Alatri con il Premio “Eccellenza Cinematografica 2018 Filoteo Alberini pioniere del Cinema” opera dello scultore viterbese Roberto Joppolo, ricevuto ad Orte il 12 ottobre 2018

“Portare sullo schermo il commissario Ricciardi” racconta il regista Alessandro D’Alatri “è stata un’avventura complessa. Avevo già affrontato gli anni 30 quando ho lavorato con Vittorio De Sica al film Il giardino dei Finzi Contini, poi nel mio film Americano rosso. In questo caso abbiamo ricostruito Napoli a Taranto, che è una città borbonica. Ho lavorato come un pendolo da Taranto a Napoli per restituire quell’epoca. La generosità delle città del sud, favorite dalle Film commission  campana e pugliese, ci ha consentito di camminare agilmente.”

Prosegue  D’Alatri nell’intervista pubblicata  su Repubblica: “Non si poteva girare questa serie senza innamorarsi di Ricciardi, è stata la cosa più bella: un personaggio nato dalla fantasia è diventato un amico che mi ha preso per mano”.

Un mondo raccontato con tutti i dettagli dallo scrittore De Giovanni. “La letteratura di Maurizio ha facilitato il mio compito”, racconta D’Alatri  ell’Ingervista a Repubblica  “Ricciardi è un barone cilentano benestante che decide di fare il commissario. Vede le anime dei morti di morte violenta, è un dono e una dannazione. Ha il terrore di trasmetterlo ha un figlio, quindi teme il mondo femminile. Raccontarlo è stata la cosa più bella, noi che siamo abituati al melò, qui descriviamo un tormento. Il fascismo fa da sfondo, si sente l’opposizione al regime attraverso il dottor Modo (Enrico Ianniello). De Giovanni racconta tutte le classi sociali. Abbiamo attinto al patrimonio attoriale partenopeo, abbiamo 350 ruoli in queste prime sei puntate”.

Gli amministratori, il mondo della cultura e la cittadinanza di Orte ricorda  Il conferimento  il 12 ottobre 2018 del premio Filoteo Alberini all’Eccellenza Cinematografica Italiana al regista, sceneggiatore ed attore Alessandro D’Alatri.

Orte ha così ricordato   Filoteo Alberini con il dovuto prestigio che merita: pioniere del cinema, inventore del kinetografo nel 1894 e fondatore con Dante Santoni dell’industria cinematografica italiana nel 1904.

Torna a Orte il “Festival del Cortometraggio Filoteo Alberini 2018”,  il festival che e’ tornato a premiare i migliori registi di corti cinematografici italiani.

A Orte, nel paese natale di Filoteo Alberini, si svolge il Festival del Cortometraggio.

Nato nel 2007, per iniziativa di due giovani ortani, Antonio Pantaleoni ed Emanuele Moretti, il Festival è dedicato a Filoteo Alberini, primo vero inventore del “kinetografo”  e costituisce il rinnovato dovuto omaggio ad una figura geniale di inventore e cineasta, ingiustamente lasciato nell’ombra per troppo tempo.

Dopo il successo del 2017, che ha visto la consegna del Premio Filoteo Alberini ai Manetti Bros trionfatori agli ultimi David di Donatello, l’Amministrazione Comunale ha voluto proporre una nuova edizione, la VI, del Festival del Corto intitolato al suo cittadino più illustre.  Questo il testo del comunicato stampa diffuso dal COMUNE DI ORTE per la presentazione dell’evento cinematografico dedicato al pionere del cinema dell’industria cinematografica.

La direzione artistica della manifestazione è affidata, anche quest’anno, ad Antonio Pantaleoni, che, insieme al Consigliere Delegato alla Cultura Valeria D’Ubaldo e al distributore cinematografico Antonio Carloni, ha nominato una giuria popolare per visionare gli oltre 140 corti arrivati, sia dall’Italia che dall’estero, tra i quali selezionare i sette finalisti che verranno poi giudicati dalla giuria di qualità, formata da professionisti del settore.

I film sono tutti di altissimo livello, questo a testimoniare l’interesse creatosi attorno alla manifestazione, che punta alla qualità e alla promozione del cinema, soprattutto fra i più giovani, e della figura del geniale inventore Filoteo Alberini, legato indissolubilmente alla città di Orte.

Anche questa volta l’Amministrazione Comunale ha messo in campo le risorse necessarie per la realizzazione di questo evento culturale che mira a far conoscere la città di Orte ed il suo territorio ad un pubblico sempre più vasto attraverso il cinema di qualità; anche quest’anno infatti, il Festival Alberini si può pregiare della presenza – come main sponsor – della società REEL ONE che consegnerà il premio al miglior film e del portale # 1 di cinema in Italia: l’autorevole mymovies.it.

Infine, il premio Filoteo Alberini all’Eccellenza Cinematografica Italiana, l’opera in bronzo del M° Roberto Joppolo, riproduzione in scala del monumento “Omaggio al Cinema” posizionata sulla Terrazza accanto al Cine Teatro Alberini di Orte, che il 12 ottobre alle ore 11.30 nella Sala Consiliare di Palazzo Nuzzi,  e’ stato  consegnato al  regista, sceneggiatore ed attore Alessandro D’Alatri, vincitore di due David di Donatello e di un Nastro d’Argento, noto al grande pubblico televisivo come il regista della serie RAI record di ascolti “I Bastardi di Pizzofalcone”.

A dicembre 2018  furono consegnate al regista Alessandro D’Alatri  le chiavi della città di Orte.

Le Chiavi della città di Orte sono state consegnate il 27 dicembre 2018 al regista Alessandro D’Alatri per la sua testimonianza di un  cinema come strumento di promozione della migliore  migliore cultura italiana nel mondo e come testimonial della riscoperta della figura di Filoteo Alberini, attraverso il rapporto tra i giovani, le eccellenze del territorio e l’arte cinematografica.

Alessandro D’Alatri ha ricevuto il  27 dicembre 2018 dal sindaco di Orte, Giuliani, le chiavi della Citta’, come riconoscimento alla sua intensa  carriera di regista e per la disponibilita’ dimostrata alla valorizzazione della figura  di Filoteo Alberini, pioniere della cinematografia e dell’industria cinematografica italiana e internazionale,  a cui Orte ha dato i natali.

La cerimonia aperta al pubblico ha avuto luogo nella Sala Consiliare di Palazzo Nuzzi, alla presenza delle autorità, dei rappresentanti delle associazioni cittadine e, significativamente,  degli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo di Orte.

Con questo riconoscimento l’Amministrazione Comunale ha voluto premiare il regista non soltanto per i suoi indubbi meriti artistici, ma anche per la sua sensibilità nei confronti del sociale, aspetti che ricorrono in tutte le sue opere, puntualmente rappresentati in temi di stretta attualità.

Tra i progetti del 2019: la proiezione del cortometraggio La Linea Oscura” di Stefano Gabriele, realizzato con gli studenti dellIstituto Omnicomprensivo di Orte, ladesione alla Film Commission Regione Lazio e una tavola rotonda sulla figura di Filoteo Alberini con storici, giornalisti di settore e i massimi esponenti dellindustria cinematografica.

Vediamo di scoprire lesperienza artistica del regista insignito delle Chiavi della città‘  di Orte. Fabio  Secchi Frau definisce Alessandro DAlatri come ” lerede della commedia allitaliana,  regista indistruttibile del cinema italiano,  che non manca mai all’appuntamento con la stagione cinematografica. È l’autore di opere dignitose, dal taglio classico, che anche al box office mantengono prestazioni costanti. Riscopre e scopre attori che, misurati e toccanti, si lasciano travolgere dalle sue sceneggiature che spaziano fra i generi, coltivando il piacere di un cinema che ama raccontare storie dai ritmi sciolti e vivaci. ”

 

I primi passi con Visconti e De Sica

Inizia a recitare giovanissimo, debuttando prima a teatro sotto Luchino Visconti con “Il giardino di ciliegi” e poi sul piccolo schermo grazie allo sceneggiato I fratelli Karamazov (1969) di Sandro Bolchi con Corrado Pani, Lea Massari, Salvo Randone, Umberto Orsini, Antonio Salines, Carla Gravina, Gianni Agus e Glauco Onorato. Seguono, sempre per il piccolo schermo i film tv Viaggio di ritorno (1970) di Enrico Colosimo con Evi Maltagliati e Antonio Casagrande e Una mattina come le altre (1981). Il debutto cinematografico avviene invece nel 1969, quando recita nel film di Emilio Marsili Il ragazzo dagli occhi chiari, mentre l’anno successivo sarà diretto da Vittorio De Sica nel film Premio Oscar Il giardino dei Finzi Contini.

Lesordio con Americano rosso

Passa dietro la macchina da presa intorno agli Anni Ottanta, dirigendo più di 100 spot pubblicitari, per poi passare alla sua opera prima tratta dall’omonimo romanzo di Gino Pugnetti Americano rosso (1991) con Burt Young, Fabrizio Bentivoglio, Valeria Milillo, Sabrina Ferilli, Pino Ammendola, Eros Pagni, Massimo Ghini e Miranda Martino.

Il successo di Casomai

Regista che ha diretto più volte Kim Rossi Stuart e Fabio Volo in bellissime pellicole, colpisce nel segno grazie alla commedia Casomai (2002), all’interno della quale racconta la storia matrimoniale di Tommaso e Stefania. E sempre inerente alle storie d’amore narra con passione anche quella di Salvatore e Martina nella pellicola Sul mare (2010). Nel 2017 si ispira alla storia vera di Matteo Achilli, 18enne romano che ha inventato una app, per realizzare The Startup – Accendi il tuo futuro.

I Premi

Fra i molti riconoscimenti, vince un David di Donatello come migliore regista esordiente per Americano rosso (1991) e un altro David per la migliore sceneggiatura con Senza pelle (1994, anche Nastro d’Argento), ma è stato nominato al medesimo premio anche per Casomai.

Altri progetti

Vincitore del premio Sergio Trasatti per I giardini dell’Eden (1998), nel 1997 abbandona il progetto di dirigere un film in lingua inglese dal titolo Bravo, Randy che avrebbe dovuto avere fra gli interpreti Lorenzo Jovanotti e Valeria Golino. Mentre nel 2009, è l’autore del videoclip della canzone “Ancora qui” di Renato Zero. Televisivamente, dirige invece alcuni episodi di Ritratti d’autore (1996) e Alfabeto italiano (1998).

In particolare dirige   per la RAI  le varie edizioni di largo  successo dello sceneggiato I bastardi di Pizzofalconecon Alessandro Gasmann.