Covid Casa di Riposo Corchiano, Fratini: “Da chi gestisce nessuna notizia ai parenti dei contagiati”

Casa di riposo di Corchiano
Casa di riposo di Corchiano

NewTuscia – CORCHIANO – “Mia nonna è positiva al Covid dal 5 gennaio e dalla Casa di Riposo di Corchiano non è arrivata più alcuna comunicazione sulle sue condizioni di salute”. Questo è il grido di denuncia che ha riportato Alessio Fratini parente di uno degli otto ospiti della Casa di Riposo di Corchiano che sono risultati positivi al Covid insieme ad alcune operatrici.

“Purtroppo dobbiamo denunciare questa grave mancanza da parte della gestione di questa struttura  – continua il signor Fratini – che dopo averci informato della positività della nonna novantenne non ci ha più comunicato nulla sulle sue condizioni di salute. Dobbiamo ringraziare il medico di famiglia Dott.Natili che, pur non potendo entrare nella struttura ha cercato di tenerci informati ed impartito una terapia alla propria paziente attraverso la visita dell’Asl Covid. Ma anche ad alcune operatrici che, nonostante i turni di lavoro raddoppiati ed estenuanti a causa della situazione, con una videochiamata hanno trovato il tempo in un paio di occasioni di farci vedere il proprio caro e rassicurarci sulle sue condizioni. Ma da chi gestisce la struttura nulla. Non rispondono alle chiamate dei parenti e non hanno nemmeno comunicato i risultati del secondo tampone, ancora positivo, del quale ne siamo venuti a conoscenza ancora una volta solo attraverso il nostro medico due giorni dopo”.
Quella che sicuramente nei primi anni Duemila era un fiore all’occhiello della comunità corchianese nel corso dell’ultimo quinquennio ha fatto emergere numerose lacune: “Sono anni – continua Alessio Fratini – che i parenti degli ospiti continuano a lamentarsi sulla mancanza di personale. Ci sono momenti della giornata dove c’è un solo operatore OSS per quindici ospiti, quasi nessuno di loro autosufficiente. La struttura non ha subito le manutenzioni necessarie. Quando piove i nostri nonnetti si ritrovano ad essere bloccati nelle proprie stanze perché è assente un regolare contratto di manutenzione della struttura per l’avaria dell’ascensore. E di questo ne è responsabile anche il Comune di Corchiano il quale in questi anni non ha vigilato sui reali problemi strutturali oltre che di gestione interna. Il mio augurio e quello di tutti è la nonna e le altre persone contagiate possano uscire da quest’incubo il prima possibile ma i gestori e gli amministratori debbono garantire assistenza e soprattutto efficienza sia per i diritti del malato (vedere o sentire al telefono un proprio caro può essere terapeutico in questo momento difficile), sia perché gli stessi hanno diritto ad un servizio all’altezza della retta corrisposta mensilmente”.

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21