Conte il “miracolato” e tutti le congiunzioni astrali del voto in Senato…

Gaetano Alaimo

NewTuscia – ROMA – Il governo Conte arranca al fotofinish in Senato per evitare il clamoroso tutti a casa. In piena pandemia. Ce la fa con una serie di congiunzioni astrali: due franchi tiratori di Forza Italia saliti al capezzale dell’Avvocato del popolo (Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin, la prima grande amica dell’ex fidanzata del Cavaliere Francesca Pascale e l’altro già in casacca Pd e Scelta Civica), i senatori a vita (di cui Salvini ricorda la frase immonda di Grillo sulla longevità), il redivivo Nencini (chiamato per la causa ad hoc) e, soprattutto, l’eroe del giorno: tal Lello Ciampolillo. Che vota dopo che la presidente Casellati aveva concluso le votazioni ma, riguardando le riprese (ormai la “Var” si usa anche al Senato), la stessa presidente ammette che Ciampolillo ha diritto al voto pur non avendo risposto precedentemente a due appelli. E Ciampolillo vota sì insieme a tutto il resto dei senatori che “miracolano” Conte. Oltre a ciò il nuovo regolamento del Senato che non considera nel computo negativo gli astenuti.

Tutta una serie di “miracoli” che permettono a Conte di andare avanti. Alla fine 156 sì, 140 no e 16 astenuti. Il che significa maggioranza relativa (dei presenti in aula) e non assoluta e necessità di Conte o di procedere a vista in un momento grave come quello della pandemia (con altri “pezzi” che potrebbe perdere sul suo cammino) o, auspicabile, colloquio col presidente della Repubblica Mattarella, verifica strutturale di maggioranza (con necessario forte rimpasto) e attuazione immediata dei punti principali del programma. Che, in questo momento sono gestione dell’emergenza sanitaria e, secondo chi scrive, rielaborazione dell’azione verso le categorie eco0nomiche più colpite dal Covid: ristorazione, ospitalità, turismo e servizi.

Alfonso Ciampolillo

Il tutto, però, in democrazia fa rima con numeri sicuri, che alla Camera ci sono, ma al Senato sono molto risicati. Il Premier lo sa e, nei prossimi giorni, dovrà verificare se l’attuale situazione politica permetterà di affrontare sfide come quelle descritte. L’ipotesi di un Conte ter è più che possibile. Anzi, probabile. Dovere “raccattare” voti nell’area dei cosiddetti “responsabili” (ma non erano considerati una volta diversamente?), da Alessadrina Lonardo (moglie di Mastella) ai tranfughi di Forza Italia passando per i non allineati del gruppo misto, certamente non può rappresentare un’ipotesi percorribile, soprattutto per l’immagine stessa di Conte. Che, prima è partito con la “strana alleanza” con Lega e M5s attuando misure come Quota 100 e i Decreti Sicurezza, poi, con l’uscita improvvisa di Salvini nell’agosto 2019 (la famosa uscita del Papeete), è dovuto scendere a patti con Pd e LeU azzerando i suddetti provvedimenti. Quindi, ora, il breve dissidio con Renzi (ex segretario Pd “imperatore” dal 40% di un tempo, ora stimato a % minori delle dita di una mano) e l’uscita delle due ministre e di un sottosegretario. Le analogie non ci sono ma resta che, un Premier che non è un leader di un partito di coalizione, normalmente il più votato, per forza di cose deve fare l’equilibrista e mediatore h24 e, nella peggiore delle ipotesi (forse questa?) l’illusionista per non andare a casa.

Ora, a mio modestissimo parere, Conte ha solo una possibilità: dimostrare che può gestire un terzo governo di vera maggioranza e farlo in tempi strettissimi. Glielo chiede un Paese ultimo per crescita del Pil e dati sulla mortalità da Covid. Altrimenti è meglio andare al voto. Subito.

Breve post scriptum tecnico sul voto di ieri in Senato. Nell’epoca in cui lo stesso governo propone la digitalizzazione su larga scala si è votato per chiamata con scene degne di Mario Merola al momento della chiusura delle votazioni. Casellati che “riabilita” lo scomparso del momento Ciampolillo. Quindi l’audio sparito dalle immagini in diretta del Senato proprio nel momento della comunicazione ufficiale del risultato delle votazioni. Il tutto farcito in assembramenti continui al centro dell’aula al momento dell’ufficializzazione del voto. Tutto ha contribuito a creare un’atmosfera surreale che non dimenticheremo facilmente.