“Riaprire gradualmente tutto l’ospedale S.Anna di Ronciglione”

NewTuscia – RONCIGLIONE – Non c’è più tempo e i cittadini della Tuscia Sud non possono più aspettare.

Il ritorno dell’attività radiologica, seppur per tre volte a settimana, e la scelta di far diventare polo vaccinale anti-covid il Presidio Ospedaliero ronciglionese, speriamo siano solo i primi passi per la riapertura vera e propria dell’Ospedale S.Anna.

Da troppo tempo aspettiamo un ritorno alla normalità, a quei servizi d’eccellenza, soccorso e cura dei malati, che il nosocomio ha saputo dare negli anni ai tanti cittadini della provincia di Viterbo e non solo.

Dobbiamo investire con coscienza e coraggio sul tema salute, basta “tagli”! L’emergenza covid ha di fatto evidenziato una sanità in sofferenza, soprattutto per quanto riguarda gli accessi presso il pronto soccorso viterbese, una carenza di posti letto, compensata con gli affitti di strutture private, e gli inevitabili ritardi per esami diagnostici e ricoveri riguardanti altre patologie.

In questo contesto complicato, continuiamo a credere che l’Ospedale S.Anna possa venire incontro sia alle problematiche della nostra sanità provinciale/regionale sia ai tanti cittadini della bassa Tuscia (70000) e non solo.

Nel Decreto Ministeriale 70/2015 (Allegato 1) non si parla di chiudere i Punti di primo soccorso, come è stato fatto a Ronciglione due anni fa. Addirittura vengono identificati i “presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate” ovvero insistenti in aree considerate geograficamente, morfologicamente e meteorologicamente ostili o impervie, tipiche dell’ambiente montano e premontano con collegamenti di rete viaria complessi e conseguente dilatazione dei tempi.

È il caso dei comuni della bassa Tuscia dai quali -talvolta- diventa impossibile recarsi al Belcolle nei tempi previsti: devono essere sempre garantiti un servizio di emergenza efficace e una gestione dell’urgenza repentina.
In particolare nei mesi autunnali ed invernali, la via più veloce risulta pericolosa ed impervia in quanto è una strada di montagna soggetta a gelo, nevicate, attraversamento animali e frane. Non di rado infatti viene chiusa costringendo i mezzi di soccorso a percorsi alternativi e più lunghi.

C’è anche da considerare la dislocazione dei Pronto Soccorso nella nostra provincia. Montefiascone a Nord, Civitacastellana ad Est, Tarquinia ad Ovest e Viterbo al Centro.
Per logica mancherebbe un presidio a Sud: l’Ospedale S.Anna di Ronciglione che insiste su una strada principale ed è comodo sia per i mezzi di soccorso che per i cittadini.

Non chiediamo la luna…stiamo solo cercando di far capire alla Regione Lazio e alla Asl di Viterbo che un pronto soccorso e la riapertura dell’Ospedale S.Anna di Ronciglione, con 40 posti letto (che ci sono), un reparto di medicina e uno di ematologia (già presente e funzionante) che fungano da “sedi distaccate” (spoke) di Belcolle, con una sala operatoria (ce ne sono due) che tratti gli interventi in Day surgery o eventualmente in Week Surgery, un laboratorio analisi, già presente, radiologia in h24 e alcuni studi medici -già operativi-…non è una sfida impossibile!

A supporto della nostra proposta ci sono medici, infermieri, sindaci e consiglieri comunali, politici locali e provinciali che conoscono bene il nostro territorio e la nostra struttura sanitaria: tutti convengono che è possibile riaprire l’Ospedale S.Anna e il suo Pronto Soccorso.

Questa -oltretutto- è la volontà di moltissimi cittadini della bassa Tuscia che già hanno firmato la petizione.

Comitato “Amici del S.Anna”