Turbogas, previste tre centrali a Montalto e Civitavecchia

NewTuscia – VITERBO – Si parla di centrali a turbogas, quando un impianto industriale per generare energie elettrica utilizza la combustione del gas in apposite turbine a gas che svolgono la funzione di motore a combustione interna.

Ne sono previste tre a ridosso del territorio della Tuscia: una a Montalto e due a Civitavecchia, Torrevaldaliga nord e sud, la cui gestione sarà affidata ad Enel e a Tirreno Power. Ma si profilano già per tutti e tre gli impianti  dei progetti di riconversione.

E’ il segretario regionale della Uil di Viterbo, Giancarlo Turchetti, a spiegare come da tempo si stia parlando di Turbogas e i sindacati, assieme ai movimenti di base del territorio, si stanno mobilitando con soluzioni alternative da esporre in un confronto con le società gestenti.

“Sulla base del piano nazionale energetico del 2019, le società hanno presentato per Montalto un progetto da 600 megawatt, uno da 1680 per Torrevaldaliga nord ed infine per Torrevaldaliga sud la Tirreno Power ha presentato un progetto a turbogas per 1200 megawatt. Sul litorale si andrebbe a quindi ad avere una potenza complessiva di 3600 megawatt. La transizione energetica, visto il passaggio dal carbone al gas, deve comunque rispettare il mantenimento della linea elettrica, mantenendo la tensione energetica in tutta Italia. Ma non si può sempre colpire un territorio come quello di Civitavecchia, che ha subito per 70 anni l’inquinamento, prima a policombustibile e poi a carbone”.

Per quanto riguarda Montalto che vanta già importanti investimenti sul solare, Enel non ha mai chiuso 6 caldaie che continuano a funzionare. Occorre da parte della suddetta società un piano industriale preciso, che ne renda chiaro l’indirizzo. Poi, aggiunge il segretario della Cisl Mannino, occorrerebbe stipulare una convenzione tra Enel e il comune di Montalto per orientare gli investimenti sulla sicurezza, dato che quella attuale è di vecchia data e non  risponde più alle attuali esigenze del territorio.

Per Civitavecchia invece la Uil ha una proposta alternativa al Turbogas; Torrevaldaliga nord si potrebbe combinare  da una parte fotovoltaico ed eolico offshore, dall’altra centro sperimentale per l’idrogeno. La centrale a carbone sarebbe invece smantellata e l’area bonificata, andando a creare un sistema che darebbe lavoro a molte persone, visto che altrimenti il gas richiede meno manutenzione. Inoltre il pino energetico nazionale su cui si basano i progetti di Enel si basa sulle direttive del 2019, ormai anch’esse superate dalle norme approvate l’anno successivo dall’Unione Europea, che mettono in moto un cambiamento radicale, con il passaggio all’idrogeno e alle fonti rinnovabili. Occorre trovare una sinergia con Enel che per le fonti di energia rinnovabili è pronta ad avanzare 20 miliardi, ma “si devono muovere le istituzioni. Ad esempio il consiglio comunale di Civitavecchia ha già approvato un atto che dice no ai fossili e sì alle energie rinnovabili”.