Sostenibilità del turismo nei Parchi Nazionali dell’Appennino: il ruolo chiave delle guide escursionistiche

NewTuscia – VITERBO – Una recente ricerca coordinata da Gianluca Piovesan (responsabile del progetto Italian Mountain Lab per l’Università della Tuscia) esplora le possibili strategie che i Parchi possono mettere in atto per contrastare gli effetti negativi del turismo nelle aree protette, e lo fa analizzando il punto di vista delle guide escursionistiche che operano in 4 principali Parchi Nazionali dell’Appennino (Foreste Casentinesi, Abruzzo Lazio e Molise, Pollino e Aspromonte). Queste figure professionali si posizionano tra ente gestore del Parco e turisti, rappresentando un ponte capace di mettere in collegamento motivazioni conservazionistiche ed esigenze turistiche.

Le guide escursionistiche accreditate da enti competenti possono condurre gli ecoturisti non solo sui ripidi sentieri di montagna, ma anche attraverso il processo di sensibilizzazione verso la riduzione dell’impatto ambientale legato al turismo nelle aree protette. La ricerca coordinata dall’Università degli Studi della Tuscia è stata recentemente pubblicata su “Ecology and Society”. Lo studio analizza i principali obiettivi dello sviluppo sostenibile nei Parchi naturali, con particolare attenzione al monitoraggio dell’impronta ecologica legata all’aumento dei flussi turistici, evidenziando come gran parte degli obiettivi per la sostenibilità ambientale fanno già parte di una cultura condivisa tra le guide escursionistiche che operano nei quattro Parchi Nazionali dell’Appennino. L’ecoturismo rappresenta un’opportunità unica per lo sviluppo sostenibile nelle aree protette, anche se l’aumento dei flussi turistici determina numerosi effetti negativi sugli ecosistemi naturali oggetto di tutele.

La sfida per i gestori delle aree protette italiane (es. Parchi Nazionali), è quella di mitigare l’impronta ecologica del turismo ecologico (o ecoturismo) senza ridurne i molteplici benefici economici e sociali. Dalla ricerca emergono inoltre le peculiarità di ciascun Parco, così come le debolezze e gli aspetti su cui i gestori dovrebbero investire maggiori risorse (es. centri accoglienza per illustrare le peculiarità del Parco e sensibilizzare i turisti al rispetto della natura, sistemi di certificazione per la qualità ambientale e agroalimentare). La ricerca conclude con riflessioni sulle potenzialità ancora inespresse della figura della guida escursionistica accreditata da enti competenti.

Se da un lato si evidenzia la necessità di ristrutturare il sistema di accreditamento programmando aggiornamenti periodici e includendo nozioni di conservazione della biodiversità, impatto dei cambiamenti globali e divulgazione scientifica, dall’altro si propone di includere le guide escursionistiche nei piani di gestione delle riserve naturali considerando l’apporto della divulgazione scientifica e la sensibilizzazione dei turisti tra le strategie per la conservazione della natura.