NewTuscia – CERVETERI – Riceviamo e pubblichiamo. Abbiamo letto su alcuni organi di stampa un delirante, a nostro parere, comunicato stampa di una sigla sindacale in merito all’accordo sottoscritto nei giorni scorsi dalle organizzazioni sindacali e dalla RSU presso il Comune di Cerveteri.

Un accordo che permetterà un’importante valorizzazione del personale attraverso l’istituto delle progressioni economiche orizzontali, fortemente voluto dalla scrivente organizzazione sindacale.

Si stigmatizzano con forza le affermazioni riportate dagli organi di stampa che riteniamo, a nostro giudizio, non solo non confacenti alla realtà ma soprattutto che, a nostro parere, ledono la libertà sindacale e la democrazia, dato che le affermazioni colpiscono non solo i rappresentanti del Comune di Cerveteri della parte pubblica ma soprattutto la RSU e le organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo che rappresentano la stragrande maggioranza dei lavoratori dell’amministrazione in questione.

Una brutta pagina che non avremmo mai voluto leggere, soprattutto da un rappresentante di un’organizzazione sindacale, la stessa che ha firmato accordi del tutto simili a quello sottoscritto presso il Comune di Cerveteri in altre amministrazioni lontane poche decine di chilometri.

Non comprendiamo quindi quale sia la coerenza o a questo punto l’opportunità di tale veemenza che riteniamo possa essere tranquillamente rivolta, se ci fossero i presupposti giuridici, presso la magistratura del lavoro.

Purtroppo, per chi non ha firmato l’accordo, la Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 13622/2020 ha già stabilito che è legittima la scelta di non considerare l’anzianità maturata presso altro Ente per le progressioni economiche orizzontali, in più dobbiamo ricordare a qualcuno, forse non avendo ben letto e compreso l’accordo, che la valorizzazione avverrà tenendo in debita considerazione, con un fattore maggiore rispetto agli altri, la performance dei dipendenti, come prevede l’attuale normativa ed il contratto collettivo nazionale di lavoro sottoscritto anche dalla stessa sigla sindacale che ora non ha inteso firmare l’accordo a Cerveteri, e di altri due fattori minori, rispetto all’indicatore della performance dei dipendenti, che considerano giustamente sia i titoli di studio posseduti dai dipendenti che la loro anzianità di servizio.

Pertanto definire una “Brutta giornata”, da parte di un sindacato, il giorno in cui si raggiungono degli accordi sulla valorizzazione del personale totalmente legittimi e supportati dalla giurisprudenza, dalla normativa contrattuale vigente nonché dalla stragrande maggioranza dei rappresentanti dei lavoratori del Comune di Cerveteri non è, a nostro giudizio, assolutamente qualificante, tanto più quando si dicono cose che a nostro parere non corrispondono alla verità dei fatti e soprattutto di quanto contenuto negli accordi.

Riteniamo infine che in un Paese democratico come il nostro, si debba rispettare la volontà della maggioranza e soprattutto non si debba andare dietro alle richieste ed alle necessità dei singoli.