NewTuscia – VITERBO – All’improvviso la politica si sveglia dopo che la procura regionale della Corte dei conti accende un faro sulla situazione della Talete.

In tanti anni cosa hanno fatto i Sindaci quando andavano alle riunioni della Talete? Cosa facevano quando dovevano approvare il bilancio? Cosa facevano quando la Talete si riprendeva di nuovo il deposito cauzionale? Cosa faceva quando arrivavano bollette di conguaglio enormi ma da quei conteggi bisognava togliere le bollette già pagate?
In questi momenti come in altri la politica era assente e i cittadini erano le vittime sacrificali da spolpare per salvare un carrozzone VOLUTO dalla politica.
I cittadini si chiedevano come venivano spesi questi soldi visto che di perdite di acqua potabile ne abbiamo in enormi quantità in tutta la provincia e la risposta era chiara ma non la dicevano.
Costi esagerati di stipendi per i dirigenti, gestione sbagliata nel comprare i mezzi di locomozione, assunzioni improvvise, spese enormi per la fornitura di energia elettrica e tanto altro e la politica era là, vedeva e taceva.
la procura regionale è stata molto chiara ed ha scritto una frase molto importante: “condotte gravemente colpose”.
Chi non si è mai fatto abbindolare dalla politica è stato il comitato “non ce la beviamo” che da molti anni “denuncia” situazioni di gestione sbagliata oltre che il grande problema dell’arsenico che in buona parte della provincia ancora esiste ed è pericoloso per la salute pubblica.
Ovviamente le indagini saranno lunghe e purtroppo non pagherà nessuno come è giusto che sia ma continueranno a pagare i cittadini che non hanno armi di difesa quando gli arrivano bollette stratosferiche e soprattutto non c’è chi li tutela.
La Talete è un ente che va rigenerato completamente e la politica non deve stare al suo interno per più di un motivo che possono variare da assunzioni per amici o discussioni inutili tra centro destra e centro sinistra per mantenere il potere ma non risolvere nulla.
Qualche anno fa ci siamo presi la briga di contattare un referente per proporgli alcune idee innovative riguardo la gestione dei fanghi di depurazione per produrre energia pulita e rendere l’azienda un azienda green a tutti gli effetti e la risposta è stata molto semplice: “abbiamo già delle idee e sappiamo cosa dobbiamo fare”, se dopo tanti anni questi sono i risultati sono sempre più convinto che questa società debba fermarsi qui perchè non ha più motivi di esistere se non per creare disagi.
Massimiliano Sambin
Coordinatore Provinciale Pìù Italia