Decreto Natale: vademecum. Zona rossa e arancione. L’impronta dei “rigoristi”

Lorenzo Vannucci

NewTuscia –VITERBO –  Italia zona rossa dal 24 dicembre al 6 gennaio per quanto riguarda i giorni festivi e prefestivi, arancione per i giorni feriali. E’ questo il compromesso trovato dal Governo in vista delle festività natalizie. Nel Consiglio dei Ministri tenutosi presso Palazzo Chigi nella serata odierna l’Esecutivo ha trovato la quadra, andando a rivedere in senso maggiormente limitativo le restrizioni in vigore nelle scorse giornate. E’ la linea rigorista che la spunta alla fine, con le festività che vedranno, in tutto il Paese, confermata la chiusura di bar e ristoranti per quanto riguarda il servizio al tavolo. Strette non indifferenti anche per quel che concerne i cenoni di Natale.

Cenoni che, di fatto, non avranno luogo. E’ stato netto il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, illustrando alla popolazione le misure adottate, momento in cui il Premier si è appellato “alla responsabilità collettiva”. Le regole adottate sono particolarmente stringenti: nelle giornate di zona rossa non sarà possibile uscire dal proprio comune di residenza, a meno che esso non sia inferiore ai 5.000 abitanti: chi abita in comuni di tali dimensioni potrà uscirvi solamente in un raggio di trenta chilometri, e comunque non per raggiungere la città capoluogo di provincia. Resta la differenza, tra zona rossa e zona arancione, per cui nella prima casistica è necessaria l’autocertificazione anche solo per uscire di casa, nella seconda essa non occorre, poiché si può andare dove si vuole ma nei limiti del territorio comunale, tenuto tuttavia presente quanto detto in precedenza.

C’è un però, che riguarda soprattutto, appunto, i cenoni: sia nelle giornate di zona rossa, sia in quelle di zona arancione, sarà possibile “lo spostamento verso le abitazioni private. Esso tuttavia è consentito una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso tra le ore 5 e le ore 22, verso una sola abitazione e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili non autosufficienti conviventi”. Non sarà invece previsto, come alcuni paventavano, un anticipo del coprifuoco che resta in vigore dalle ore 22.00 fino alle ore 5.00 del mattino, con l’eccezione del 31 dicembre già normata dal precedente Dpcm. Per coloro che violeranno le sanzioni sono previste multe dai 400 ai 1.000 euro.

“Le decisioni prese – ha spiegato Conte – non sono dolorose ma necessarie. Abbiamo inserito in questo Decreto Legge un nuovo aiuto, un nuovo ristoro per le persone in difficoltà. Chi subisce dei danni economici deve essere subito ristorato. Queste risorse, circa 645 milioni, saranno in particolar modo diretto verso quei ristoranti e bar che purtroppo dal 24 Dicembre al 6 Gennaio dovranno rimanere chiusi. Il Parlamento, con la collaborazione di maggioranza ed opposizione, sta rafforzando anche il sostegno e l’aiuto verso lavoratori autonomi e partite Iva”.