Rapina alle poste, il direttore: partecipazione al colpo per problemi economici

NewTuscia – CANINO – Dopo più di tre anni alla direzione dell’ufficio postale di canino e in procinto di essere trasferito a Sutri, il 38enne Massimiliano Ciocia si trova ai domiciliari con l’accusa di rapina aggravata.

Secondo gli inquirenti sarebbe stato lui a fornire le indicazioni al resto della presunta banda per la rapina avvenuta il 28 novembre. Primo ad essere individuato con parte del bottino, ha collaborato confessando il suo coinvolgimento al pm Franco Pacifici.

Avrebbe detto di essere stato spinto all’atto criminale da problemi economici, e alla proposta di approfittare del grado lavorativo per “fare soldi in modo veloce e semplice”, si è trovato ad accettare. Un gesto stupido, il più grande della sua vita e di cui si vergognerebbe profondamente, ha ribadito.

Dalla documentazione è emerso che l’uomo aveva la decurtazione di un quinto sullo stipendio, ma che la sua situazione economica non fosse rosea al momento dei fatti trapela anche dai debiti da saldare che fanno capolino tra i conti e da una denuncia da parte della ex moglie per il mancato versamento del mantenimento.

Qualcosa dopo il colpo, però non sarebbe andato per il verso giusto. Gli accodi prevedevano che la Ciocia ricevesse la sua parte successivamente alla rapina, ma il direttore, non fidandosi avrebbe prelevato la mattina prima del furto 30mila euro, quelli che poi sono stati trovati dai carabinieri nella perquisizione ad un posto di blocco. All’incontro fissato per il 1 dicembre, però uno degli altri membri della presunta banda lo avrebbe accusato di averne prelevati 140mila, dal momento che nella scatola usata per la rapina ne avevano trovati solo 44mila.

Ciocia sarebbe poi stato minacciato di morte se non avesse consegnato il resto della somma. Impaurito l’uomo ha cercato di dare la responsabilità dell’ammanco ai tre giovani autori materiali della rapina, fermati ad un’ora dal fatto dalla stradale.