Rapina alle poste di Canino, cominciano a delinearsi i ruoli nella banda

NewTuscia – CANINO – Gli investigatori stanno definendo i vari “ruoli” all’interno della banda artefice della rapina alle Poste di Canino.

M. C.,  il direttore delle Poste di Canino, è stato riconosciuto come la “talpa”, ovvero la persona che avrebbe fornito tutti gli elementi necessari alla riuscita del colpo.

C. L., invece, insieme a D. C. e D. P., sarebbero i “pianificatori” di ogni dettaglio del colpo.

B. L., R. G. e R. C. M.,  sarebbero invece “gli uomini di campo” della rapina. I tre, già con precedenti alle spalle, sono stati intercettati a bordo di una Lancia Y di colore rosso circa un’ora dopo i fatti, e al momento del fermo hanno fatto nascere sospetti negli agenti.

R. C. M. era senza scarpe, come se si fosse cambiato in poco tempo. Per gli inquirenti è stato lui il finto fattorino che ha fatto irruzione alle poste con la pistola.

R. G., definitosi “disoccupato”, è stato trovato in possesso di 1.260 euro in contanti (in banconote da 50, tutte di nuova serie).

I tre sono stati portati presso il distaccamento della stradale di Tarquinia ma, gli agenti, non hanno rinvenuto né il vestito da fattorino, né la pistola, né il grosso del bottino. Con ogni probabilità il trio ha consegnato tutto ad un altro componente della banda (Palermitano e/o Casertano) prima di essere fermati.

Ad ora, a parte i 30mila euro trovati addosso a M.C., il resto del bottino non è stato ancora recuperato.

I tre giovani pregiudicati sono attualmente indagati a piede libero.