Quando il nome di Paolo Rossi salvò la vita in Bolivia alla spedizione scientifica guidata da Ennio La Malfa

Ennio La Malfa nel 2014 presso l’Ambasciata della Costa Rica di Roma con la Presidente della Costa Rica, Laura Chinchilla Miranda, dopo aver stipulato un accordo per una ricerca archeologica sulle misteriose e numerose sfere di pietra site all’interno della foresta pluviale dell’America Centrale
Ennio La Malfa nel 2014 presso l’Ambasciata della Costa Rica di Roma con la Presidente della Costa Rica, Laura Chinchilla Miranda, dopo aver stipulato un accordo per una ricerca archeologica

NewTuscia – LIMA – Perù: novembre 1982. Un gruppo di 6 giovani esploratori italiani, guidati da un archeologo di Lima, avevano programmato di visitare alcune misteriose vestigia in territorio boliviano tra il lago Titicaca e il lago Poopò (oggi semi prosciugato). Lungo un precario percorso in terra battuta, prima di entrare in Bolivia con un pullmino noleggiato a Lima, si trovarono ad imboccare una stretta gola, ma ad un certo punto la strada risultò bloccata da grossi massi. Scesero tutti dal mezzo per cercare di liberare la strada, ma dovettero subito fermarsi perché sopra la gola spuntarono uomini armati con fucili gridando: gringos, gringos! L’archeologo di Lima con il volto impallidito capì subito che si trattava di guerriglieri di Sendero Luminoso, chiese loro cosa volessero, la risposta fu netta: dinero! Lui rispose che il gruppo non era formato da gringos americani ma da studiosi italiani. A quel punto il più giovane dei guerriglieri chiese conferma che il gruppo non fosse di gringos americani ma di italiani.

Alla nuova conferma della nazionalità degli esploratori, con lo stupore di tutti i sei italiani, ancora sotto la minaccia delle armi, il giovane di Sendero Luminoso gridò: “Italia..Italia luce du mundo…Paolo Rossi, Paolo Rossi!” e nel nominare il calciatore imitò  tiri ad un pallone virtuale.  Fu quello un momento di liberazione psicologica e, finalmente, svanì la paura di finire crivellati dai proiettili. Si intraprese subito una trattativa più soft tra l’archeologo di Lima e il capo del gruppo armato. Alla fine invece di dar loro tutto il denaro, il prelievo si limitò a soli di 300 dollari tra tutto il gruppo. A quel punto, rimossi i massi, la spedizione proseguì per il lago Poopo’.

Evidentemente il giovane di Sendero Luminoso, che aveva salvato i sei italiani, aveva seguito le fasi del campionato del mondo in TV ed era rimasto contento, così cercò di spiegare l’archeologo, che la squadra brasiliana che molti peruviani non amavano, aveva perso la Coppa del Mondo proprio grazie a Paolo Rossi.

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