Conte-Babbo Natale fa il “regalo” agli italiani: stop al divieto di spostamento tra Comuni per Natale e Capodanno

Gaetano Alaimo

NewTuscia – ROMA –  Alla fine il pasticcio è fatto. Pressappochismo e paure su rischi di calo netto di consenso sono alla base dell’ultimo Dpcm del 3 dicembre e delle sue ipotesi di modifica, in particolare sul tema dello stop agli spostamenti tra Comuni per il 25 e 26 dicembre e 1° gennaio. Da una parte il timore di ripetere gli errori della primavera, quando il “tutti liberi” ha forse provocato maggiore impeto della seconda ondata di Covid-19, dall’altra la consapevolezza (dopo la prossima mozione del Centrodestra e i distinguo di parte del M5s e Pd e di vari governatori regionali) che bloccare il movimento tra Comuni proprio a Natale e Capodanno non potrebbe che impattare molto negativamente sul consenso politico della maggioranza.

Ecco il dietrofront di Conte e il via ad una rapida consultazione per sbrogliare la matassa. Tanta l’ironia sui social alle parole di Luigi Di Maio che, come fosse un esponente dell’opposizione, ieri scriveva: “Ritengo che sia assurdo non permettere ai familiari che abitano in piccoli Comuni limitrofi di trascorrere il Natale e il Capodanno insieme. Lo dico per una questione logica. Ci sono grandi città da milioni di persone con una densità molto vasta dove è possibile spostarsi liberamente, mentre tra piccoli comuni di poche migliaia di persone non è permesso”. Ci si chiede: ma è lo stesso Di Maio che ha detto sì all’ultimo Dpcm 3 dicembre? E lui, come gli altri, a cosa pensavano quando sceglievano di bloccare i cittadini nei Comuni proprio nei giorni di festa massima per gli Italiani? Senza distinguere tra piccoli Comuni e Città Metropolitane?

Ma, tant’è. Ora si cerca di mettere la toppa cercando di evitare che sia peggio del buco. Il Centrodestra ha un’ottima occasione per riprendere consenso con la mozione che verrà discussa lunedì in prima battuta alla conferenza dei capigruppo, convocata dalla presidente Casellati. Il 16 si voterà in Aula. Il Centrodestra vuole tout court l’abolizione della norma e quindi di ogni limite agli spostamenti per il 25 e 26 dicembre e 1° gennaio (sempre nell’ambito dei limiti già in vigore di divieto di spostamento oltre la Regione di residenza). C’è dibattito dentro il governo e la maggioranza, invece, per permettere lo spostamento dentro la provincia di residenza togliendo il divieto per i Comuni sopra i 5 mila abitanti. Ma sono ancora niente più che ipotesi.

La via più probabile sarà quella di un emendamento al Dpcm del 3 dicembre specifico per gli spostamenti che dovrà avere un mega compromesso tra i rigoristi del governo (i ministri Speranza e Boccia su tutti), il Premier e la mozione del Centrodestra che vorrebbe abolire ogni limite. A occhio e croce (perché, è brutto dirlo, ma ci hanno abituato a variazioni e distinguo continui) dovrebbe prevalere la possibilità di spostamenti entro i confini provinciali di residenza (ipotesi maggiormente compatibile con il divieto generale di spostamenti fra regioni, anche “gialle”).

Ma i cambiamenti sono sempre parte di quella che, sui social, è stata ormai ribattezzata “saga del Decreto” con Conte nei panni di un divo da fiction… staremo a vedere la prossima puntata!