La proposta di natale di Graphofeel: una nuova traduzione di Addio, Mr. Chips! di James Hilton

Una delle storie più affascinanti degli anni ’30 viene riproposta in una nuova traduzione da Graphofeel. Addio, Mr. Chips! di James Hilton, pubblicato per la prima volta nel 1934, è uno dei romanzi che mantiene intatto lo splendore dei classici senza tempo.

NewTuscia – ROMA – Riceviamo e pubblichiamo. Il vecchio professore Charles Chipping, giunto ormai al termine della sua vita, ripercorre i grandi eventi trascorsi da quando ha cominciato a lavorare presso il Brookfield College: l’arrivo e i primi anni d’insegnamento, l’amicizia sorta con un collega, il matrimonio con la bella Katherine, conosciuta durante una gita in montagna. Proprio a lei Charles deve la sua trasformazione dal timido professor Chipping all’adorato Mr. Chips, anche se un terribile evento turberà per sempre la loro felice esistenza: Katherine infatti morirà al momento del parto, e con lei anche il loro bambino. Eppure nella vita di Chips accadono molti altri fatti: la guerra che gli porterà via alcuni fra i più amati studenti, l’assunzione del rettorato provvisorio durante il periodo bellico, il succedersi di ben tre generazioni di allievi (come nel caso della famiglia Colley). In punto di morte, Chips riuscirà a rivedere alcuni di loro giunti per dirgli addio; ma chi non lo ha conosciuto lo crede, a torto, un vecchio abbandonato. Dopo la pensione ha continuato a vivere in quel College nel quale si trova la sua vera, unica famiglia: gli studenti, che continuano a considerarlo una guida e dai quali non è mai stato lasciato solo.

Davvero particolari le analogie tra le situazioni descritte e quella attuale. Mr Chips e i suoi colleghi devono conservare la calma durante eventi molto tragici, con il collegio trasformato radicalmente dagli eventi bellici, come sta capitando ai maestri e ai professori in occasione di questa pandemia. La festa di Natale poi, organizzata da Mr Chips mobilitando tutte le risorse disponibili, naufraga proprio per una epidemia di influenza particolarmente grave.

La nuova traduzione del romanzo è a cura di Laura Pacelli. “Affrontando la traduzione di questo libro ho tentato di conservare intatto il carattere emotivo e direi ingenuo dell’opera, attualizzandone il linguaggio solo dove strettamente indispensabile. Per fortuna l’inglese di Hilton è perfetto e limpido, direi classico. La difficoltà più grande è stata quella di tentare di rendere in italiano  l’ironia delicata e  vintage del protagonista, molto British, e conservare i numerosi riferimenti alla storia inglese senza appesantire troppo il testo.”

Mr Chips ha moltissimo da trasmettere. Per prima cosa che gli eventi della vita anche tragici possono essere superati attingendo al meglio di noi stessi invece che al peggio, poi che il dovere di chi è maturo è quello di trasferire la propria esperienza alle generazioni successive in maniere lieve ed affettuosa, e infine che si può condurre una vita piena e serena, in un certo senso eroica, nella normalità.

JAMES HILTON è stato uno scrittore e sceneggiatore britannico. Il suo primo romanzo, Catherine Herself, fu pubblicato nel 1920 quando doveva ancora laurearsi. Negli anni Trenta Hilton fu sceneggiatore a Hollywood, divenendone una figura popolare: tra i suoi amici vi erano personaggi come Frank Capra, Ronald Colman e Greer Garson. Tra i suoi romanzi più celebri, oltre a Goodbye, Mr. Chips del 1938, oggetto di una fortunata riduzione cinematografica, vanno ricordati Orizzonte perduto (Lost Horizon) del 1933, trasposto in un celebre film omonimo di Frank Capra nel 1937, e Prigionieri del passato (Random Harvest) del 1941.