“Infermiere di famiglia: permetterebbe 100 mila nuovi posti di lavoro”

NewTuscia – ROMA – “Nel nostro paese ci sono circa 250 mila medici di famiglia. A loro si potrebbero affiancare almeno 100 mila infermieri di famiglia”. Così Antonio De Palma, presidente del Sindacato infermieri italiani Nursing Up.

L’introduzione di questa figura, già presente in Spagna, ma in Italia rimasta ancora solo sulla carta, tranne poche e limitate eccezioni, consentirebbe di fornire assistenza a migliaia di persone. Potrebbe operare in sinergia con il medico di base e svolgere anche attività autonoma con un proprio studio ambulatoriale. L’infermiere di famiglia consentirebbe di colmare un vuoto sanitario e in molti casi ridurre anche le presenze nei pronto soccorso, spesso utilizzati come ‘ambulatori’. Gli infermieri potrebbero assolvere alle terapie domiciliari, ai trattamenti di prevenzione e di salvaguardia della salute individuale e collettiva, alla somministrazione di vaccini e cure che necessitano di personale sanitario qualificato.

L’infermiere di famiglia è una figura che consentirebbe di migliorare notevolmente la sanità territoriale nel nostro paese e contestualmente offrire delle opportunità occupazionali. Oggi la presenza dell’infermiere di famiglia avrebbe consentito di gestire meglio l’emergenza e risolvere tutta una serie di problematiche, a cominciare dallo screening con i tamponi rapidi. Per la somministrazione dei vaccini, da quello contro l’influenza a quello per il Coronavirus, l’introduzione di questa figura garantirebbe una copertura totale del territorio e una somministrazione più rapida a tutta la popolazione, anche a domicilio.”

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21