18 milioni di visoni bianchi abbattuti in Danimarca non per virus ma per soldi e politica

NewTuscia – Il bellissimo visone bianco della Danimarca, sarà estinto non oltre la metà del 2021. questo, come al solito, grazie alla devastante mano dell’uomo. Salgono così a 198 le specie animali estinte in un solo ventennio, al puro scopo di divertimento e mero arricchimento economico.

Semplicemente inaudito parlare di virus, ridicolo quanto puerile, incolpare un timido ed operoso animaletto che ha la sola colpa di avere una calda pelliccia, di essere un diabolico untore di Covid. La verità, non va ricercata nella virologia, come sostengono i maggiori ricercatori sanitari danesi e i principali virologi, ma esclusivamente tra le esportazioni delle pellicce e le deleterie ed innaturali promesse elettorali, che prevedevano una intensificazione del periodo venatorio ed un notevole ampliamento delle razze cacciabili, fatte durante la campagna elettorale del 2019 dall’attuale Ministro per l’Ambiente danese Lea Wermelin.

Secondo quanto riportato dal Copenhagen Post, oltre un terzo della popolazione sembra essere dedito alla caccia e fortemente interessato a questo tipo di piccole quanto inermi prede ed inoltre, ad oggi, più di 30 mila “sterminatori” danesi sono diventati cultori della caccia con l’arco, utilizzata principalmente nell’antichità, quando non esistevano ancora le armi da fuoco. Gli stessi cacciatori, tutti fedeli all’attuale governo, affermano, che in tal modo si sentono alla pari dei loro antenati, che di soppiatto si avvicinavano alla preda.

Non credo che servano a molto le “ toppe” del premier danese, Mette Frederiksen,che si è scusato in Parlamento e ha ammesso che non vi era una base legale ne tantomeno scientifica per l’abbattimento di massa dei visoni incolpati solo da esami approssimativi, quanto ridicoli di aver contratto una versione mai specificata mutata del coronavirus. Sono circolate immagini distorte, scioccanti risalenti a 10 anni or sono, sembrerebbe addirittura riferite ad un particolare virus che colpì gli ungulati danesi nella metà degli anni 90, che vedrebbero all’opera le scavatrici e gli autocarri, intenti a scaricare migliaia di animali morti, non identificabili, nelle fosse comuni scavate dagli operai, che spruzzavano disinfettanti. Tutti gli agricoltori stanno protestando contro il massacro ordinato a livello nazionale, facendo presente che non vi erano basi né legali né sanitarie per uccidere i mammiferi, compresi quelli definiti “sani”.

Guarda caso, a volte le coincidenze, questo abbattimento inutile e terrificante avviene solo pochi giorni dopo la maxi-richiesta da parte della Cina, di pellami di pregio per ornare i “nuovi arricchiti”, si presuppone per i traffici di materiale sanitario divuto appunto al covid 19, e guarda caso, la Danimarca è il più grande esportatore al mondo di pellicce di visone, con una stima di 15-17 milioni di unità. «Anche se fossimo di fretta, sarebbe dovuto essere del tutto evidente la necessità di una nuova legge, e non lo è stato. Mi scuso per questo», ha detto Frederiksen in Parlamento.

In base alla legislazione attuale, quanto avvenuto non sarebbe stato possibile, abbiamo compiuto un gesto insano ed illegale; ma ormai, come si sul dire, “il morto è nella bara”. Il ministro responsabile dell’Agricoltura, Mogens Jensen, ha comunque, nonostante l’accaduto, obbligato tutti gli allevatori di visoni a procedere con l’abbattimento, e a consegnarli alle comunità sanitarie, ma lo scopo e la destinazione delle pellicce, risulta a tutt’oggi sconosciuto.
Un altro grande passo per il distruttore “uomo”, verso il suicidio planetario. Grazie.

Leonardo De Angeli