NewTuscia – In un settore enologico colpito dalla crisi provocata dal Coronavirus, il Prosecco è stato uno dei pochi vini capaci di limitare i danni ed è ora pronto a rilanciarsi con la gran novità del Prosecco Rosé che potrà essere stappato a Capodanno.

Quello del Prosecco DOC e DOCG è ormai un impero di successo con numeri da capogiro: 500 milioni di bottiglie prodotte all’anno, 11.460 viticoltori, 1.192 aziende vinificatrici, 347 cantine produttrici e prezzo medio che supera i 5,6 euro a bottiglia. Circa l’80% della produzione viene esportata fuori dai confini nazionali e durante la tempesta del Covid-19 il Prosecco è stato in grado di tenere in alto la bandiera italiana nel mondo.

Se ad inizio anno le stime per il 2020 erano di una crescita del 5% in linea con il boom degli anni scorsi, le vicissitudini legate alla pandemia hanno provocato invece un calo delle vendite dell’1,7% nei primi 9 mesi dell’anno. Si tratta in ogni caso di un risultato estremamente positivo se paragonato al forte calo del segmento spumanti (-15%) e del mercato del vino in generale (-13,5%). Prendendo in considerazione solo il mese di settembre il calo è poi solo dello 0,7% rispetto al 2019. Un mezzo successo.

A spingere verso l’alto le vendite ci pensa il più pregiato di tutti, il Prosecco Conegliano Valdobbiadene DOCG Superiore di Cartizze, che nasce da uve selezionate coltivate sull’omonima collina. Ma i produttori di Prosecco non stanno di certo a guardare e consapevoli della necessità di innovare e di garantire un prodotto di qualità sempre più elevata, già da diversi mesi erano pronti al lancio di una nuova tipologia, oltre alle tradizionali tipologie Tranquillo, Frizzante, Spumante Brut, Dry, Extra-Dry e Millesimato.

La novità di questi giorni è infatti il Prosecco DOC Rosé, che dallo scorso 28 ottobre ha ricevuto l’approvazione dell’autorità europea per poter essere esportato all’estero. In questa nuova tipologia, alla solita base di uve Glera da cui nasce il Prosecco classico si aggiungerà un percentuale di uve Pinot Nero compresa tra il 10% ed il 15%. Si tratta di una vera e propria svolta che ha anche fatto storcere il naso ad alcuni. Per ora 27 cantine hanno chiesto e ottenuto la certificazione per la produzione e commercializzazione di questa nuova tipologia.

Le prime 20 milioni di bottiglie di questo vino sono già andate esaurite attraverso il sistema di prenotazioni online per la grande distribuzione. I bar ed i ristoranti si augurano di poterlo offrire ai commensali durante le celebrazioni di Capodanno, per festeggiare nel migliore dei modi l’inizio dell’anno nuovo.

A livello di disciplinare il Consorzio del Prosecco ha deciso inoltre di rinviare l’ingresso sul mercato della produzione al 1 gennaio dell’anno successivo alla vendemmia in modo da dare maggiore stabilità ai valori della materia prima.

Altra novità che questo 2020 ha portato con sé è stato il boom delle vendite di Prosecco online. Negli Stati Uniti, principale mercato d’esportazione delle nostre bollicine, l’aumento dell’e-commerce legato al Prosecco per alcune piattaforme specializzate è stato addirittura del 200% rispetto all’anno scorso, mentre in Italia i numeri migliori li fanno registrare e-commerce come DiemmeVini, enoteca online che offre una vastissima gamma di bottiglie di Prosecco delle migliori cantine della denominazione come Mionetto, Borgo Molino, Foss Marai ed il celebre Prosecco Astoria.