I Comuni Italiani per il settore commerciale chiedono Ristori con misure variabili

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – “La significativa ripresa del settore commerciale del trimestre giugno-agosto 2020 rischia di essere vanificata dalle nuove misure di contrasto alla diffusione del Covid 19. Tale settore ha per i Comuni una rilevanza non solo economica, ma strettamente connessa alla dimensione sociale ed urbanistica delle città.

Per questo le amministrazioni vanno coinvolte da subito dalla definizione delle politiche di supporto per gli operatori economici più duramente colpiti dalle chiusure. Tanto più che molte misure riguardano lesenzione da canoni e tributi comunali che, se non calibrate rischiano di mettere in grande crisi i bilanci degli enti”.

Sede della Camera di Commercio di Viterbo: foto Confartigianato Imprese Viterbo

Lo ha affermato Sergio Giordani, sindaco di Padova e delegato alle Attività produttive e all’innovazione tecnologica di ANCI in audizione presso la X Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera sul rilancio del commercio alla luce della crisi causata dall’emergenza Covid 19.

Giordani si è soffermato su alcune proposte di Anci per supportare subito i settori del commercio e della ristorazione. Per prima cosa la proroga alla prima metà del 2021 delle misure di esenzione previste come quella relativa allIMU”, ed unaltra “ proroga rispetto alla scadenza del 30 giugno 2021, della possibilità di concedere aiuti alle imprese in difficoltà anche da parte dei Comuni”.

Secondo il delegato Anci è importante prevedere per gli esercizi di somministrazione e per le imprese del settore del commercio su aree pubbliche lesenzione dal versamento di TOSAP e COSAP per tutto il 2021, individuando il corrispettivo ristoro ai Comuni per le minori entrate”.

Inoltre, va “costruito un intervento normativo sul tema degli affitti per gli immobili utilizzati ad uso produttivo e commerciale” e vanno “attivati al più presto, tramite lo specifico decreto di riparto del Viminale, i contributi per la riapertura e l’ampliamento degli esercizi commerciali ampliando anche la dotazione del fondo per allargare la platea dei beneficiari anche ai Comuni con popolazione superiore ai 20.000 abitanti”.

Nel medio e lungo periodo occorre – ha rimarcato il sindaco di Padova – una “strategia con al centro il Comune, così da attivare politiche di sviluppo basate sulla valorizzazione del commercio di vicinanza, sulle-commerce, sul marketing territoriale e sulla semplificazione amministrativa”.

I comuni  associati nell’ Anci hanno pure  delineato il quadro drammatico del commercio di vicinato nei grandi centri urbani.

Un intero settore fatto di attività a conduzione familiare sta scomparendo, attività che sono per noi presidio sociale e di legalità”, ha detto Palone. “Chiediamo al governo i ristori per chi sarà costretto a chiudere a causa del nuovo Dpcm, e di dare alle aree metropolitane massima flessibilità nelluso dei fondi per le aziende in crisi, non solo nel settore food ma anche in quello dellabbigliamento”. “Si avvicina il Natale e non dimentichiamo che molte aziende facevano il 40% del loro fatturato proprio in questo periodo che ora si annuncia buio”.