Resoconto del convegno di Montefiascone “L’Agenda ambientale interroga la politica”

di Maurizio Fiorani e Gaetano Alaimo

NewTuscia – MONTEFIASCONE – All’Istituto Universitario Progetto Uomo di Via Cardinal Salotti a Montefiascone si è svolto il seminario di studio sul tema  “L’Agenda ambientale interroga la politica. Una  Nuova  Visione  Politica  secondo  la Laudato Si.”. L’incontro, valido anche per i crediti formativi dei giornalisti, è stato organizzato dall’associazione Rocca dei Papi per un’economia integrale e da Greenaccord, ente formatore di primario livello nazionale.

A presiedere il seminario di studi Monsignor Fabio Fabene, che ha fatto gli onori di casa in qualità di presidente dell’Associazione “Rocca dei Papi per un’ ecologia integrale”, mentre nel ruolo di moderatore è stato chiamato Mario Morcellini già Commissario AgCom e profondo uomo di cultura della comunicazione.

All’inizio del convegno il direttore di Avvenire Marco Tarquinio ha effettuato un intervento sul significato del messaggio inviato da Papa Francesco al mondo dei cattolici, ai non  credenti ed  agli appartenenti ad altre religioni con le Encicliche “Laudato Si” e “Fratelli Tutti”.  Un  messaggio  molto importante di un mondo basato sulle relazioni fra i popoli, dove ormai la questione ambientale è diventata una priorità non più eludibile visti i  gravi problemi di  sostenibilità  ambientale del nostro pianeta  dovuti  ai  grandi cambiamenti  climatici, che   hanno  provocato  gravi disastri ambientali e rischiano di creare guerre nei prossimi anni.

Mario Morcellini  ha  posto l’accento sulle contraddizioni e le criticità di questo mondo globalizzato ipertecnologico e basato sugli scambi commerciali e sulla competizione sfrenata, che però non ha trovato una chiave di lettura comune ed integrata per affrontare i gravi problemi di questi ultimi anni provocati dai mutamenti  climatici che hanno conseguenze  e risvolti  economici e  sociali devastanti. E che, se non ben gestiti, potrebbero essere strumentalizzati e sfruttati per il proprio tornaconto personale da politici senza scrupoli con rischi di derive autoritarie.

E’ stata poi la volta dell’intervento di di Elisabetta Guidobaldi,  giornalista Capo servizio ANSA e Cristiana Ruggeri giornalista del Tg2, che hanno tracciato un’analisi sul tema dei giovani e l’impegno in politica sui temi ambientali, evidenziando che lentamenteil tema dell’ambiente, inteso come casa comune, sta prendendo piede grazie all’attivismo del movimento ambientalista che vede nella giovane Greta Thumberg la sua rappresentante a livello mondiale.
La Thumberg ha lanciato un grido d’allarme sul futuro del nostro pianeta perché questo sviluppo sfrenato delle risorse ambientali ha portato ad un forte depauperamento del globo e influirà sugli squilibri ed i cambiamenti socio-economici-climatici del prossimo futuro.

Proprio in questo clima d’incertezza un sondaggio d’opinione ha evidenziato che il 44% degli Italiani intervistati ritengono l’ agenda ambientale  come un  tema di  stretta  attualità  non  più  eludibile in quanto, in tempo di crisi economica, lo spreco di risorse è ormai un lusso che non ci possiamo più permettere.

L’intervento di Stefano Masini (Responsabile Ambiente della Coldiretti) sul Tema l’Agricoltura sensibile all’Ambiente” ha  messo  in  evidenza  che,  in un mondo  globalizzato e basato sulla concorrenza  sfrenata  sui  mercati  e  sulla grande meccanizzazione, ci si basa sull’aumento della produttività dei terreni agricoli ma spesso  a scapito delle zone agricole e geografiche più marginali, che hanno visto così depauperare il proprio tessuto socio-economico perché piegati alle logiche del mercato, che vuole prodotti agricoli in quantità industriale ed a basso costo.

Bisogna recuperare quelle che sono le nostre specificità e caratteristiche della nostra agricoltura come  la  produzione  autoctona dell’ olio, del vino, delle Castagne, delle nocciole e dei prodotti tipici che  rappresentano un vero brand nostri territori. Sono un patrimonio culturale della nostra agricoltura di qualità, in un mondo globalizzato dove tutto è massificato ed uniformato. Altro tema importante i giovani. Che sono ritornati in Italia a coltivare la terra diventando imprenditori agricoli, valorizzando le produzioni tipiche della loro zona ed adottando un’agricoltura biologica, riducendo al tempo stesso l’uso massiccio di pesticidi e concimi chimici e valorizzando quelli naturali in una sorta di rivoluzione green con basso impatto ambientale.

E’ stata la volta, quindi, dell’intervento del giornalista e divulgatore ambientale Marco Gisotti che, nella sua relazione “Soluzioni Ambientali per un’Italia Green”, ha messo in evidenza che in questo periodo storico di grave congiuntura economica, uno dei pochi settori che è andato controcorrente risentendo meno della crisi economica è quello dell’economia green, basata sulla economia circolare e sul recupero e riciclo dei prodotti e delle materie prime usate. Che possono essere riutilizzate in modo virtuoso creando dei nuovi prodotti di buona qualità e garantendo la salvaguardia dell’ambiente dove viviamo riducendo l’impatto ambientale. Questo tipo d’economia ha però bisogno di personale esperto e preparato ed è uno dei pochi settori economici che può dare attualmente ed in futuro sbocchi lavorativi ai giovani che entrano nel mondo del lavoro dopo un percorso di studi, questo insieme alla formazione digitale.

Alla fine del seminario è intervenuta la giornalista Alessia Ardesi (Responsabile Sociale Rapporti Istituzionali del World Food Programme) sul tema di stretta attualità “Giustizia Sociale e Fame nel Mondo”. Tale programma ha come scopo quello di promuovere la collaborazione tra i governi dei vari Stati del Mondo, al fine di combattere il problema della fame, cercando di attuare l’obiettivo dell’Agenda 2020-2030. Attualmente questo programma assiste con tale programma alimentare ben 100 milioni di persone in circa 80 paesi sparsi nei cinque continenti, fenomeni d’emarginazione sociale e di miseria, che si stanno purtroppo affacciando in modo pericoloso anche nei paesi Europei ed in Italia dove, a causa  della  crisi  economica e  sociale, la situazione è nettamente peggiorata negli ultimi anni.

La sede del” World Food Programme” si trova a Roma mentre la base operativa da cui partono gli aiuti di questa organizzazione non governativa, a cui molti giovani stanno dando il loro contributo quotidiano, si trova a Brindisi da dove partono gli aiuti.

Il professor Morcellini ha concluso l’evento parlando di Montefiascone come capitale italiana del giornalismo ambientale.