Operazione Erostrato, ascoltato in aula il ristoratore ustionato al salone di bellezza

NewTuscia – VITERBO – Nell’udienza di ieri sono stati ascoltati, davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone, prima il collaboratore di giustizia Dervishi poi Maniel Pecci, titolare di un salone di bellezza e arrestato durante l’operazione Erostrato.

Tribunale di Viterbo

Sembrerebbe che Pecci si sia rivolto al boss Giuseppe Trovato per risolvere una una controversia che poteva sfociare in una denuncia da parte di un cliente.  Tra il novembre e il dicembre del 2017, la presunta vittima, dopo un trattamento estetico mal riuscito, si sarebbe rivolto ad un avvocato, ma in seguito alle ripetute visite di Trovato, in cui il boss lo invitava puntualmente a desistere dalle vie legali, si è lasciato convincere ad un a mediazione. La prima volta Trovato era andato al locale con due uomini albanesi, Ismail Rebeshi e Sokol Dervishi. Il ristoratore si è visto convocare al tavolo dei tre per bere un’amaro alla fine del pranzo.

“Non erano minacciosi, non ho avvertito la conversazione come un’intimidazione”, ha affermato in aula. “Si faceva carico di trovare una soluzione e concordammo un incontro tra me, Pecci e i rispettivi dermatologi; poi siccome non si fecero più sentire, né trovare, dopo qualche giorno feci scrivere a Pecci da un avvocato.”

Successivamente Trovato si è presentato di nuovo, stavolta con Pecci e con fare ostile. “Mi fecero uscire e Manuel venne avanti come un pavone, aggredendomi verbalmente, perché si sentiva protetto da Trovato che diceva ti avevo detto di non mettere in mezzo gli avvocati’. Congedato con un “vai, vai, adesso puoi tornare dentro”, l’uomo ha organizzato una altro incontro con i due per risolvere la situazione pacificamente.

La soluzione è stata quella di curarsi per fare sparire le cicatrice causate dall’epilazione definitiva e in seguito contattare Pecci. Avrebbe voluto almeno un rimborso per le medicine applicate sulla pelle, ma una volta guarito dalle ustioni ha deciso di lasciare perdere.

Il ristoratore non ha mai sporto denuncia; soltanto in seguito ai tredici arresti dell’operazione Erostrato è venuto a conoscenza della progettazione di attentati a suo danno, sventati dai carabinieri.

Pecci, dopo il blitz delle forze dell’ordine il 25 gennaio 2019, è stato posto ai domiciliari per un anno e tuttora si trova sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora.

La prossima udienza è fissata il 30 novembre.