Maltrattamenti in famiglia, assolto al processo

Tribunale di Viterbo

NewTuscia – CIVITA CASTELLANA – Accusato di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale per aver costretto la moglie ad avere rapporti quando non voleva, è stato assolto da due capi d’imputazione. Per il terzo capo è stato stabilito il non luogo a procedere per difetto di querela.

Dopo 35 anni di matrimonio in cui il pronto soccorso ha registrato decine di accessi da parte della donna, nel 2018 lei ha sporto denuncia in due distinte querele, separandosi dal marito. Ieri in aula però, la 58enne di Civita Castellana ha ammesso solo di aver avuto con il marito accese discussione come in tutte le famiglie e nelle occasioni in cui la immobilizzava per fare sesso quando non era d’accordo, sapendo che non avrebbe urlato per non far sentire a figlio, di non aver vissuto gli episodi come abusi.

Tra molte reticenze, in cui la donna ha ammesso che le parole che le venivano rivolte erano “puttana, handicappata, deficiente, non capisci un cazzo”, ha poi detto che le visite al pronto soccorso erano dovute alle liti con la madre che in alcune occasioni diventava aggressiva.

Ascoltato al processo anche il figlio, che ha sdrammatizzato: “Papà si arrabbiava perchè la mamma stava tutto il giorno in giro e quando rientrava la sera non gli preparava da mangiare. Ma anche lei gli rispondeva”.