Minacce di morte a Laura Allegrini, testimoni non di nuovo assenti in aula

NewTuscia – VITERBO – Si è costituito parte civile nel processo contro i due uomini che avevano tentato di ricattarlo per ottenere una somma di denaro non dovuta con minacce di morte rivolte alla famiglia e all’allora senatrice Laura Allegrini.

L’uomo, tributarista di 49 anni, all’epoca dei fatti compresi tra febbraio e marzo del 2010, era collaboratore dell’attuale assessore comunale ai lavori pubblici a Viterbo. “Portiamo Laura Allegrini in un campo e… bum bum”, avrebbero minacciato gli imputati, uno originario di Messina, 58 anni, l’altro di Caserta, 46; per poi estendere le minacce alla sua famiglia.

Dietro ai due sembrerebbe esserci stato un altro professionista con cui la l’uomo avrebbe avuto rapporti di lavoro circa tre anni prima dei fatti; il mandante ha patteggiato prima dell’inizio del processo, pare che volesse la consegna di 72 mila euro, 60 dei quali, si legge nel capo di imputazione, “a titolo di asserito adempimento di un’obbligazione in realtà già quasi integralmente adempiuta e, comunque, di importo inferiore, 15.760 euro, 14 mila a titolo di pretesa ed indebita restituzione di un prestito”.

I due imputati sono accusati di essere gli esecutori materiali attraverso” ripetute minacce nei colloqui verbali, di conversazioni telefoniche e con l’invio di SMS”.  “Se non trovo te, trovo tua madre”, dice uno di questi ultimi.

I testimoni per il processo non si sono presentati in aula neppure questa volta; per la prossima udienza , il 21 aprile 2021, saranno scortati dai carabinieri, così si il giudice Gaetano Mautone potrà forse emettere la sentenza.