Un ricordo di Carla Nespolo recentemente scomparsa

“Essere antifascisti oggi in Italia ed in Europa” la presidente nazionale dell’Anpi fu ospite al Convegno di Orte il 22 febbraio 2019

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – La Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ANPI, Carla Nespolo,  e’ scomparsa il 4 ottobre scorso.

“Il Comitato Provinciale ANPI di Viterbo, unitamente a tutte le Sezioni della Provincia, partecipa al grande dolore di tutta l’associazione per la scomparsa della nostra Presidente Nazionale, Carla Nespolo.

Carla lascia un vuoto incolmabile in tutta l’ANPI, che ha guidato – prima donna Presidente – dal novembre 2017, con sapienza e intelligenza, nel solco della grande tradizione antifascista italiana.

Non dimenticheremo mai il suo affetto nei confronti di tutti noi, la sua presenza continua, la sua passione politica e culturale.

Ciao Carla, ci mancherai moltissimo.”

Nel suo  instancabile impegno a presenziare a iniziative volte a tenere vigile la guardia su fenomeni di intolleranza politica troppo frequenti e diffusi, il  22 febbraio 2019 Carla Nespolo  e’ stata ospite e relatrice a Orte presso la Sala Convegni del Dopolavoro Ferroviario,  per il Convegno “Essere antifascisti oggi in Italia ed in Europa”, con la partecipazione  di Stefano Recchioni, Enrico Mezzetti e Fabrizio De Sanctis, rispettivamente responsabile comunale di Orte, provinciale di Viterbo e di coordinatore regionale del Lazio dell’ANPI.

“Mai come oggi, dal dopoguerra, si presenta in Europa un così agguerrito e composito fronte di forze politiche di ispirazione razzista, neofascista, neonazista, nazionalista. Tali forze, pur essendo spesso diverse fra di loro in particolare in ragione di ciascuna specifica storia nazionale, operano con obiettivi, ideali, linguaggi, proposte e pratiche politiche simili”.  Questa la prima parte del documento stilato nell’incontro romano del dicembre scorso, che ha visto riunirsi, su proposta dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, molte Associazioni antifasciste europee. Non solo Memoria, allora, e la relativa divulgazione dei valori della lotta di liberazione dal nazifascismo; ma partecipazione attiva alla vita sociale, volta a togliere lo spazio dove l’humus dell’odio e della prevaricazione attecchisce.

Carla Nespolo presidente nazionale dell’ Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, scomparsa il 4 ottobre .

Un nostro commento alla testimonianza della presidente Carla Nespolo che ci diede nell’intervista registrata per Teleorte ed in relazione all’attività del tavolo Antifascista di Orte.

I principi che informano da 70 anni la Costituzione repubblicana dovrebbero essere ormai assimilati nella vita personale e sociale di tutti i cittadini, ma spesso i fatti di aggressioni violente tra giovani di diverse ispirazioni ideologiche” danno lidea di come i principi di tolleranza e concordia non siano ancora stati recepiti da alcuni singoli cittadini e da formazioni politiche estremistiche.

La Carta fondamentale afferma – a tutela dei diritti e dei doveri dei singoli  cittadini -elettori e delle formazioni sociali come i partiti politici e movimenti alla partecipazione alla  vita politico amministrativa  del Paese – che la tolleranza, lo spirito democratico, una  concordia a tutela dell’Unita Nazionale, la lealtà e la trasparenza, il rispetto delle diversità, la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza, la lingua, le fede religiosa, l ‘orientamento politico siano alla base dell’azione dei partiti e di chi si pone davvero ( e non falsamente) al servizio della collettività.

In particolare pensiamo che il metodo democratico e “antifascista” si concreti nella capacità di fornire esempi di tolleranza e rispetto reciproco tra diverse ispirazioni politiche e nel dare risposte e soluzioni concrete alla base popolare, all’equilibrio tra diritti e doveri su cui si fonda la Repubblica,  alla creazione di opportunità di impresa e lavoro, di razionalizzazione dei servizi pubblici e del miglioramento della qualità della vita nella città e nei paesi ove gli elettori pongono con il loro voto, chi governa e chi controlla e stimola dall’opposizione l’attrazione di programmi elettorali realizzabili, che contengano progetti e risorse economico-organizzative per realizzarli.

Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella,  ha più volte affermato  che la partecipazione democratica dei cittadini alla vita politica, con i nuovi strumenti di comunicazione sociale,   e degli elettori,  specie giovani, agli appuntamenti elettorali comunali, regionali e nazionali o referendari, dipenderà’ dalla capacità degli attori politici di svolgere attività politica basata sulla “tolleranza” delle diverse idee ed opinioni, allo svolgimento di   rispettose anche se aspre campagne elettorali,  ove ogni forza politica che si richiama alla Costituzione ed ai suoi principi fondamentali possa dialogare con la base elettorale e le altre liste in competizione democratica con argomentazioni realistiche e concrete per convincere   alla partecipazione  al voto come strumento primario di scelta di uomini, donne e programmi in grado di ben amministrare la Cosa Pubblica.

Oltre a tutelare la partecipazione democratica di partiti, liste e candidati legati a programmi chiaramente illustrati agli elettori, altrettanto chiaramente la Costituzione e le leggi penali ad essa collegate vietano lapologia o il tentativo di ricostituzione del partito fascista (la carta parla nelle disposizioni di attuazione  del disciolto partito fascista) dei metodi di azione politica antidemocratica che ormai dovrebbero essere definitivamente abbandonate e ripudiate da forze politiche che agiscono in un ordinamento fondato su solide basi partecipative e repubblicane .

La  domanda che dobbiamo porci è: Quando una forza politica, militanti di partiti, amministratori, cittadini  agiscono con atteggiamenti, azioni o dichiarazioni  che possano ricondursi a metodi o atteggiamenti “fascisti”, o ancora  operando un tentativo riconducibile alla ricostituzione del disciolto partito fascista?…….

Gli organismi dello Stato – Forze dellOrdine presenti in ogni comune , Magistratura, gli apparati di vigilanza e controllo –  che vigilano sulla tutela dellordine democratico, siamo sicuri, faranno sino in fondo il loro Dovere. 

Anche le forze politiche locali e nazionali hanno il dovere di non istigare i propri aderenti ed attivisti  alla violenza e intolleranza verso gli avversari politici” o le minoranze i diversi” che si trovino in un determinato contesto sociale.

Oltremodo tutto il mondo della politica, nazionale e territoriale, ha il dovere   di individuare, prevenire e isolare nei confronti allopinione pubblica, e per i casi più gravi, segnalare agli Organi preposti gesti, parole, istigazioni alla violenza o condotte”, pratiche di violenta affermazione di idee, contrarie allo spirito della Costituzione Repubblicana.  

L’Associazione dei Partigiani d’Italia ANPI, ed ora, più ampliamente, il Tavolo antifascista di Orte,  che fa della tutela della Costituzione l’impegno preponderante della sua azione, ha il diritto, dal suo punto di vista, di vigilare  come tutte  le forze politiche di varia estrazione ideale che si richiamano ai Principi fondamentali della Costituzione Repubblicana, di invitare gli organi preposti alla vigilanza che non si attuino comportamenti di intolleranza  e violenza verbale o materiale in disprezzo del “metodo democratico e della tolleranza ” .

Solo così avremo attività politiche di partito o di movimento in ambito nazionale e territoriale, soprattutto  campagne elettorali che riavvicineranno i cittadini alle istituzioni e li inviterà a partecipare in massa  ai momenti elettivi, partecipativi e coinvolgenti della vita democratica di una democrazia avanzata, quale il nostro Paese aspira a rimanere, sotto le tutele, i diritti ed i doveri previsti dalla Costituzione Repubblicana.

Riportiamo per comodità dei Lettori il Comunicato della costituzione del Tavolo Antifascista di Orte.

Si è costituito il “Tavolo Antifascista di Orte” ORTE – 21 luglio 2018 – Con la Resistenza finiva non solo la Seconda Guerra Mondiale, ma anche un lungo periodo, il ventennio fascista, culminato in una guerra costata oltre 60 milioni di morti, costellato di prevaricazioni dei forti contro i deboli e di continue violazioni dei diritti umani universali. Per evitare che tutto questo potesse un giorno riaccadere, i Padri Costituenti della Repubblica Italiana vollero fondare il nostro Paese sul chiaro principio dell’antifascismo. Riuscirono, così, a evitare la ricostituzione del Partito Fascista; purtroppo non riuscirono a impedire che movimenti e atteggiamenti fascisti continuassero a farsi largo tra la popolazione, a qualsiasi livello della vita economica, sociale, culturale e politica, specialmente nei periodi di crisi. La recente crisi economica, dalla quale si fa ancora fatica a uscire, non è stata esente da questi comportamenti di sopraffazione razzista, xenofoba, omofoba, sessista e classista nei confronti dei più deboli e dei «diversi» in generale.

Sono, ahinoi, assai lontani i tempi in cui il nostro popolo era considerato esempio di umanesimo, altruismo e solidarietà.

Per questo alcuni partiti politici, associazioni sindacali e di volontariato, operanti da anni nel territorio di Orte, credono sia importante tenere alta la guardia: ANPI, AUSER, CGIL Civitavecchia-Roma Nord-Viterbo, MeetUp 5 Stelle, Partito Democratico e P’Orte Aperte hanno deciso la costituzione del «Tavolo Antifascista di Orte».

Non un cartello politico, ma appunto un tavolo di coordinamento, nel tema specifico, sulle attività dei singoli soggetti (così come su quelle comuni) in due direzioni: l’individuazione e denuncia di episodi di prevaricazione identificabili come fenomeni fascisti; lo studio e la crescita culturale che contribuiscono alla prevenzione dei fenomeni stessi.

Il «Tavolo antifascista» si propone, quindi, di esaminare criticamente i fondamenti che informano il nostro contesto sociale alla luce dei principi della Costituzione per favorire a livello del singolo cittadino la consapevolezza di comportamenti in contrasto con il nostro patto sociale.

È largo «l’abito» col quale il fascismo del terzo millennio si veste; in ognuna di queste sue esternazioni va individuato e combattuto: certamente con le leggi della Repubblica, che ci sono, ma anche con il coinvolgimento culturale dei cittadini, affinché la cultura antifascista e non violenta torni a essere pane quotidiano, bagaglio culturale e stile di vita di ognuno di noi. Il «Tavolo» si batterà, quindi, contro ogni forma di prevaricazione e di intolleranza, segni di immediato riconoscimento del nuovo fascismo, come lo furono del vecchio.

Tavolo Antifascista di Orte