Rapina alla gioielleria Bracci, chiesto il processo per Loria e Trovato

NewTuscia – VITERBO – Compariranno davanti al giudice per rapina a mano armata alla gioielleria Bracci i presunti basista, Antonio Loria, e ideatore Giuseppe Trovato. Il 14 marzo 2018 due banditi fecero un’irruzione, culminata con una sparatoria, nell’attività mentre le rispettive compagne aspettavano fuori.

Il giorno dopo, i 4 furono arrestati e, a parte una delle donne, condannati immantinente. Con il proseguimento delle indagini però, la procura ha individuato nel 58enne Antonio Loria, pizzaiolo candidato in quel periodo come sindaco, e nel boss Giuseppe Trovato i due mandanti.

Il 17 settembre, ovvero alla chiusura dell’inchiesta, per entrambi, così come per una delle donne che hanno fatto da palo, era stata avanzata  dal sostituto procuratore Franco Pacifici, la richiesta del rinvio a giudizio con l’imputazione di i rapina aggravata in concorso tra loro e con le altre tre persone già condannate.

Secondo l’accusa, Loria avrebbe fatto da basista ed organizzatore, che in quanto conoscente del gioielliere che in più di un’occasione si era offerto di fargli visitare i locali della sua attività, accessibili a clienti e non, avrebbe fornito indicazioni su orari e ubicazione dei preziosi. Trovato, avrebbe giocato un ruolo cruciale nella fase successiva, quella dell’esecuzione e della fuga.

La prima udienza davanti al Gip Rita Cialoni è stata il 12 gennaio.