Domenica 20 settembre si celebra la ricorrenza della Madonna delle Grazie

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Nella terza domenica di settembre  le comunità parrocchiali di Orte festeggiano la Madonna delle Grazie, con una serie di manifestazioni religiose e ricreative organizzate dal comitato del quartiere  che confermano anno dopo anno il culto che gli abitanti del quartiere sorto sul Colle, insieme a tutta la città di Orte, rivolgono alla Vergine delle Grazie.

Un culto gli abitanti del nuovo quartiere rinnovano di anno in anno.

Le celebrazioni si svolgeranno nelle rispetto delle norme sanitarie  nella chiesa del Monastero Benedettino della Madonna delle Grazie, sobria ed elegante nelle sue forme rinascimentali.

La storia del Colle. Il carme di Giulio Roscio Virgini gratiarum hortinae sacrum” del XVI secolo

Il santuario, che viene attualmente custodito dalle Monache benedettine, è stato costruito su una preesistente cappella del 1159 e risale al 1521.  Il monastero attiguo alla chiesa fu fondato dai Gerolimini nel 1579.

Il colle fu poi utilizzato come residenza estiva del Seminario Diocesano di Orte, legato anche alla villa suburbana realizzata sul Colle come residenza estiva nei primi anni del 1700 dal Cardinale ortano Ferdinando Nuzzi, Prefetto dell’Annona dello Stato della Chiesa e Vescovo di Orvieto. E’ anche opportuno ricordare che la conquista di Orte da parte delle truppe del Regno d’Italia con a capo il senatore Angelo Giuseppe Manni avvenne  nel pomeriggio di domenica 11 settembre 1870 e gli ortani si trovarono  “annessi” all’Italia unita al loro rientro dalle celebrazioni delle Madonna delle Grazie.

Nel santuario benedettino riposano le spoglie del Cardinale Ferdinando Nuzzi  e del Vescovo diocesano Mons.  Roberto Massimiliani.

La residenza  settecentesca del cardinale Nuzzi.

Nello scenario della Collina delle Grazie che spazia su un panorama suggestivo sulla rupe tufacea di Orte, la villa costituiva originariamente una parte del complesso che il cardinale Nuzzi realizzò con vista sulla rupe tufacea di Orte.   Il Patio antistante il luogo – denominato “gioco liscio” – era destinato alla ricreazione estiva, con scene e giochi eseguiti dai giovani seminaristi, come testimoniato dalla lapide originaria che  ancora oggi ricorda con un elegante distico latino che “la gioventù impegnata nello studio, mentre si dedica qui agli svaghi ed al teatro, ha modo di ricreare il proprio spirito”.

Tale villa monumentale è conosciuta oggi anche come Villa Vettori e, successivamente della Principessa di Mirto,  dai successivi proprietari che l’abitarono.

Nel 1958 le monache benedettine si trasferirono sul colle delle Grazie, provenienti dal centro storico.

Il monastero disponile al dialogo, alla preghiera… i prodotti naturali realizzati dalle monache

Il monastero si caratterizza per la laboriosità silenziosa delle monache, che producono un’infinità di prodotti naturali che ritemprano il corpo e lo spirito, apprezzati da tanti affezionati estimatori dei trattamenti naturistici.

Le monache – pur nella loro clausura dedicata  alla preghiera ed al lavoro manuale, secondo la Regola di San Benedetto da Norcia – sono sempre disponibili al dialogo con gli ospiti che bussano alla caratteristica ruota per un conforto spirituale ed umano ricco di accoglienza e condivisione . Con la preghiera sono vicine alle necessità della comunità cittadina e del mondo intero, che, come auspicato da papa Francesco,  ha sempre più bisogno di pace e di misericordia, tra gli uomini e le nazioni.