Codici segnala al Prefetto e al Questore di Latina appalti di vigilanza non conformi alla legge

NewTuscia – LATINA – Riceviamo e pubblichiamo.

La Provincia di Latina, secondo quanto Codici ha potuto apprendere da organi di informazione locale, per l’ennesima volta avrebbe affidato il servizio vigilanza degli accessi alle proprie sedi a ditta che non avrebbe gli specifici requisiti di cui al D.M. 269/2010 del Ministro dell’Interno.

Tale norma, infatti, dispone che le sedi delle Province sono individuate “come siti con speciali esigenze di sicurezza e come tali analogamente affidati alla vigilanza delle guardie giurate, qualora non vi provvedano direttamente le Forze dell’Ordine (omissis) siti contenenti banche dati sensibili o il cui accesso è riservato solo a persone autorizzate (ad esempio strutture pubbliche munite di centri di elaborazione dati e/o a forte affluenza di pubblico, sedi di Regioni, Province, INPS, …)”.

Ciò stante, Codici ha segnalato sia al Prefetto che al Questore di Latina quella che apparirebbe come una palese violazione del Decreto Ministeriale. È giusto evidenziare la partecipazione di entrambe le Autorità alla “Serata della Legalità”, promossa da una importante Organizzazione Sindacale nell’ambito delle manifestazioni organizzate per il 70° anniversario dalla sua costituzione.

In tale occasione si è discusso della legalità in genere e delle sue ampie accezioni, nonché delle sue possibili violazioni, ma anche della pluralità di soggetti che possono compierle.

Orbene, Codici ritiene che la legalità o c’è o non c’è, o è effettiva o non è legalità e nessun soggetto, e men che mai una Pubblica Amministrazione, può agire in violazione di norme di legge, soprattutto quando esse sono specifiche, tassative e, pertanto, non eludibili, come lo è, appunto, il richiamato D.M.269/2010, qualunque possa essere la motivazione che muove il soggetto interessato a giustificare la propria azione, finanche quelle di tipo economico, magari per un risparmio di pochi spiccioli al giorno.

Al Prefetto ed al Questore, pertanto, Codici ha chiesto di valutare l’opportunità di attivare le procedure di competenza, al fine di accertare se vi siano effettivamente violazioni di legge, a cui far seguire gli eventuali provvedimenti di rispettiva competenza perché la legalità, ad avviso di Codici, non ammette sconti a favore di chicchessia perché se il rispetto della legge non viene dalle istituzioni che sono chiamate con il loro esempio ad esserne il primo baluardo, non si capisce come si possa chiedere al cittadino di fare diversamente rispetto a come si comportano gli amministratori pubblici.

La nota di Codici si conclude ricordando che se la situazione del territorio pontino, sotto il profilo della illegalità, è quella che è, lo si deve, probabilmente, anche a qualche disattenzione di troppo.

IL RESPONSABILE PROVINCIALE

Antonio Bottoni