Alimentando

Matteo Menicacci

NewTuscia – VITERBO – La Terra è il nostro pianeta e noi lo abitiamo ormai da tempo. Ci consente di procurarci le risorse per vivere, qualsiasi sia la loro provenienza. Sin dall’antichità l’essere umano ha cacciato, allevato e coltivato sul suolo terrestre, in completa simbiosi con l’ambiente circostante. Ma con l’avvento della rivoluzione industriale il paradigma è notevolmente cambiato. La crescita demografica nel tempo è divenuta incontrollata; l’inquinamento atmosferico è ormai una costante che ci segue, e prima che noi possiamo dimenticarcene esso appare di sfuggita ai nostri occhi, come l’ombra dell’assassino che appare alla vittima un istante prima che egli possa capire. Ma noi stiamo capendo, perché l’uomo è l’essere senziente per eccellenza. Un po’ per natura e un po’ per arroganza, si è sempre arrogato il titolo di essere superiore, l’unico privo di nemici naturali. Solo quando ha capito, di recente, che il suo nemico è egli stesso le cose sono iniziate a cambiare. L’attenzione, che storicamente è sempre stata presente nelle civiltà del passato, verso il rapporto simbiotico con la natura è notevolmente aumentato. La natura può darci risorse, ma queste non sono infinite. L’Earth OverShoot Day – traducibile in italiano con la dicitura “Giorno del superamento terrestre” – è la giornata mondiale che rappresenta il momento in cui l’umanità ha esaurito le risorse che il pianeta è riuscito a produrre in un anno. Nel 2020 questa data è ricaduta lo scorso 22 Agosto, da quel momento l’uomo ha iniziato a consumare risorse già presenti in Natura, in modo non sostenibile. L’Earth OverShoot Day rappresenta il limite della natura nella produzione del fabbisogno umano e il suo conteggio è iniziato nel 1971. Nei due anni precedenti si stima che non si sia superato il limite, ma già nell’anno della prima misurazione la data è stata il 21 Dicembre. La consapevolezza di quanto sia insostenibile questo percorso inizia a nascere anche nei governi nazionali, sempre più orientati verso scelte green. Ne è un esempio il governo cinese di Xi Jinping, che, sempre nel mese di Agosto 2020, in piena pandemia da COVID-19, ha lanciato l’iniziativa “Piatto Pulito”. A causa della scarsità di generi alimentari, dovuta anche alla peste suina, il governo cinese ha abbracciato una politica etica di lotta agli sprechi. Il nome potrebbe trarre in inganno, ma la formula è assai semplice: “N-1: al ristorante bisogna ordinare un piatto in meno del numero dei commensali al tavolo”. In Italia, invece, le iniziative derivano dalle idee dei cittadini; un esempio virtuoso che non solo vuole combattere la lotta agli sprechi, ma ridisegnare la percezione del cibo, è “Too Good To Go”. La percezione che abbiamo del nostro pianeta sta cambiando; siamo ancora in tempo.