Orte: le origini del culto al santo monaco ateniese Egidio

Risalgono al 1324, nel 1501 fu invocato patrono della riconciliazione tra le fazioni cittadine e con le vicine città rivali

di Simone Stefanini Conti

NewTuscia – ORTE – La comunità religiosa, culturale e civile  di Orte  onorera’ il patrono Sant’Egidio, nonostante le misure precauzionali anti coronavirus, con una settimana di cultura, e aggregazione sociale “Sant’Egidio 2020”.  iniziata il 29 agosto che si concludera’ domenica  6 settembre con varie iniziative rievocative, come il teatro, le mostre di pittura, la mostra itinerante di abiti medievali e varie rappresentazioni in costume.

Non sara’ assolutamente un’Ottava di Sant’Egidio tradizionale, che e’ stata annullata, senza le manifestazioni che richiamano migliaia di visitatori incompatibili con le precauzioni antiCovid, ma gli organizzatori hanno voluto rispettare comunque lo spirito rievocativo che da 49 edizioni caratterizza le feste in onore del santo patrono della città sul Tevere.

Il Polittico  della vita di Sant’Egidio. Orte Museo d’Arte Sacra.

Nei mesi  scorsi i responsabili dell’Ente Ottava di Sant’Egidio, in particolare il rettore Giovanni Primavera, avevano anticipato che, per ragioni di sicurezza e salute pubblica, la quarantanovesima edizione della  Rievocazione Storica  dell’Ottava di Sant’Egidio di Orte non si sarebbe tenuta con la sua naturale organizzazione.

La precauzione per la  salute pubblica di evitare assembramenti incontrollabili  con i rischi derivati,  ha sollecitato gli organizzatori ad offrire momenti “sicuri” di aggregazione e di rievocazione  che la manifestazione ha sempre incarnato.

Le origini del culto di Sant’Egidio risalgono al 1324 con i  primi documenti e nel 1501 fu invocato patrono della riconciliazione tra le fazioni cittadine e con le vicine città rivali.

Il polittico, ovvero le tavole che rappresentano alcuni episodi della vita di S. Egidio, conservato attualmente nel Museo Diocesano, rappresenta la più antica testimonianza del culto che la comunità ortana ha riservato al monaco ateniese.

Questa esclusiva opera d’arte apparteneva all’altare precedentemente dedicato nella chiesa di Santa Croce e serviva come sportello della cripta che custodiva la statua.

Il culto di S. Egidio risale almeno al 1324, anno in cui il principe Giovanni d’Angiò, fratello di Roberto Re di Napoli, si rifugiò ad Orte per sfuggire ai ghibellini “Colonnesi”. Allo stesso principe Giovanni si fa risalire la dedicazione dell’altare a S. Egidio.

Altre fonti storiche attribuiscono la devozione al Santo al transito per Orte delle truppe francesi di Carlo d’Angiò.

Gli statuti comunali citano S. Egidio a partire dal XVI secolo. Documenti ufficiali attestano che la festa fu solennizzata da papa Bonifacio IX nel 1396, che concesse per la festività ortana le stesse indulgenze della Porziuncola di Assisi.

Dal Libro delle Riformanze del 1449-1457, atti ufficiali del comune medievale studiati da mons. Delfo Gioacchini, si deduce  che dal 1501 Sant’Egidio fu invocato quale patrono  della Città di Orte, a conclusione di un periodo oscuro di violenze e devastazioni con i comuni vicini rivali, Amelia, Viterbo, Vitorchiano e Vignanello, anche in coincidenza con l’Anno Santo del 1500, occasione di purificazione e pacificazione, fortemente voluta dalla comunità cittadina ortana .

Fino al 1952 la statua lignea del Santo, opera dello scultore Veramici, fu custodita nella chiesa di Santa Croce. In quell’anno il Vescovo mons. Roberto Massimiliani dispose il suo trasferimento nell’attuale collocazione nella Basilica Cattedrale.  La presenza del vescovo mons. Romano Rossi nella ricorrenza del patrono il  primo settembre ha consolidato dal lato religioso la partecipazione della popolazione alla Festività dedicata al monaco ateniese, anche in questo settembre 2020, caratterizzato dalle precauzioni anti coronavirus.