di Stefano  Stefanini

NewTuscia – ORTE – Si svolgerà domani domenica 30 agosto, alle ore 11  presso la Sala Consiliare di Palazzo Nuzzi sede municipale, la  cerimonia della consegna del Premio Filoteo Alberini all’Eccellenza Cinematografica al regista Marco Bellocchio,  che riceverà l’opera « Omaggio al Cinema » realizzata dallo scultore Roberto Joppolo.

Orte  ricorderà  Filoteo Alberini con il prestigio che merita alla vigilia delle manifestazioni dedicate al santo  protettore  della Città, Sant’Egidio: verrà  delineata  la figura del pioniere del cinema, inventore del kinetografo nel 1894 e fondatore, con Dante Santoni, dell’industria cinematografica italiana nel 1904, con la Casa Cinematografica Cines.

L’ VIII Edizione del “Festival del Cortometraggio Filoteo Alberini 2020”  torna a premiare  anche i migliori registi di corti cinematografici italiani.

Nato nel 2007, per volontà di due giovani ortani, Antonio Pantaleoni ed Emanuele Moretti, il Festival è dedicato a Filoteo Alberini, primo vero inventore del “kinetografo”  e costituisce il rinnovato dovuto omaggio ad una figura geniale di inventore e cineasta, ingiustamente lasciato nell’ombra per troppo tempo.

« Omaggio al Cinema » dedicata alla figura di Filoteo Alberini, opera dello scultore viterbese Roberto Joppolo, installata presso la Terrazza Giardino, ove si svolgeranno le proiezioni e le premiazioni dei cortometraggi in concorso. La Terrazza Giardino e’  limitrofa al Cinema teatro intitolato all’inventore del cinema e pioniere dell’industria cinematografica italiana

Dopo il successo degli anni scorsi , che ha visto la consegna del Premio Filoteo Alberini nel 2017  ai Manetti Bros, nel 2018 ad Alessandro D’Alatri e nel 2019 a Paolo Genovese, l’Amministrazione Comunale ha voluto riproporre l’ VIII edizione del Festival del Corto intitolato al suo cittadino più illustre, premiando un prolifico maestro del cinema italiano, Marco Bellocchio.

La direzione artistica della manifestazione è affidata, anche quest’anno, ad Antonio Pantaleoni, che, insieme al Consigliere Delegato alla Cultura Valeria D’Ubaldo e al distributore cinematografico Antonio Carloni, ha nominato una giuria popolare per visionare i numerosi cortometraggi arrivati, sia dall’Italia che dall’estero, tra i quali selezionare i finalisti che verranno poi giudicati dalla giuria di qualità, formata da professionisti del settore e premiati nella serata di domenica 30 agosto nella terrazza limitrofa al Cimema Teatro intitolato a Filoteo Alberini e oggetto di lavori di restauro, finanziati dalla regione Lazio.

I cortometraggi in concorso sono stati valutati  tutti di alto livello, questo a testimoniare l’interesse creatosi attorno alla manifestazione, che punta alla qualità e alla promozione del cinema, soprattutto fra i più giovani, e della figura del geniale inventore Filoteo Alberini, legato indissolubilmente alla sua città natale di Orte.

Per lottava edizione del Festival del cortometraggio Filoteo Alberini, organizzato dal Comune di Orte per domenica 30 Agosto 2020, lAssociazione Festival Filoteo Alberini, con il direttore artistico Antonio Pantaleoni, il distributore cinematografico Antonio Carloni ha selezionato una giuria di qualità composta da esperti cinematografici quali, Ruggero Di Paola (presidente), Marco Casanova, Emiliano Corapi, Emanuela Mascherini ed Enzo De Camillis, che giudicheranno i cinque corti finalisti.

L’Amministrazione comunale di Orte, nelle persone del Sindaco Angelo Giuliani e del Consigliere Delegato alla Cultura, Valeria D’Ubaldo, hanno creduto anche per il 2020 in questo progetto, un evento che si conferma quale fiore all’occhiello della proposta culturale dell’Amministrazione stessa.

Nel comunicato che presenta l’8^ Edizione del Concorso, il consigliere delegato alla Cultura, Valeria d’Ubaldo, ha dichiarato:  “ Il riconoscimento maggiore della rassegna, il “Premio Filoteo Alberini per l’eccellenza del cinema italiano”, andrà al regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e docente italiano Marco Bellocchio, autore di numerosi film di successo, tra cui, per citare gli ultimi, “il Traditore” che vede come protagonista Pierfrancesco Favino, “Fai bei sogni”, ispirato all’omonimo romanzo di Massimo Gramellini.

La statuetta ”Omaggio al Cinema” opera di Roberto Joppolo, “Premio per l’eccellenza cinematografica Filoteo Alberini”, che quest’anno e’ stato assegnato al regista Marco Bellocchio

Il premio consiste nella statuetta in bronzo, intitolata “Omaggio al Cinema”, realizzata dall’artista ortano di fama internazionale Roberto Joppolo.

Il Festival sara’ aperto domenica  30 Agosto 2020 alle ore 11.00 presso la sala Consiliare di Palazzo Nuzzi con la consegna del premio all’Eccellenza Cinematografica  al regista e sceneggiatore  Marco Bellocchio.

Seguirà alle ore 21.15, il benvenuto ai partecipanti del Festival presso la Terrazza Giardino adiacente il cinema Alberini, terrazza che ha avuto degli interventi di miglioramento dell’arredo urbano, per una migliore fruibilità e funzionalità per i vari appuntamenti culturali.

Dalle ore 21.30 avranno inizio le  proiezioni dei cortometraggi finalisti del Concorso, per terminare alle 23.00 con la premiazione dei vincitori e con la consegna dei premi per le varie categorie in concorso.

Il regista, attore e sceneggiatore Marco Bellocchio. Foto biografieonline.it

La biografia di Marco Bellocchio

tratta da cinematografo.it , Fondazione Ente dello Spettacolo.

Nato a Piacenza il  9 novembre 1939 e cresciuto in una famiglia borghese della provincia emiliana (il padre avvocato, la madre insegnante), dopo aver frequentato tutte le scuole in Istituti religiosi (le medie dai fratelli delle Scuole Cristiane e il liceo dai Barnabiti di Lodi) ed essersi iscritto alla facoltà di Filosofia dell’Università Cattolica di Milano, nel 1959 si iscrive al Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma.

Dopo aver seguito, a Londra, i corsi di cinema della ‘Slade School of Fine Arts’ (dove elabora una tesi sul cinema di Antonioni e Bresson), nel 1965 fa il suo esordio alla Mostra del Cinema di Venezia con “I pugni in tasca”, opera che affronta il progressivo sgretolamento dei valori su cui si basa la famiglia. Negli anni successivi si avvicina al cinema militante: il suo anticonformismo (e le sue tendenze ideologiche di estrema sinistra), trovano uno sbocco in film come “La Cina è vicina” (1967) e “Nel nome del padre” (1971).

Nello stesso periodo allestisce al Piccolo Teatro di Milano un’edizione politicizzata del “Timone d’Atene”, di William Shakespeare. Minor successo hanno invece film come “Sbatti il mostro in prima pagina” (1972) sul mondo del giornalismo, e “Matti da slegare” (1975) sui manicomi italiani, scritto con Silvano Agosti, Sandro Petraglia e Stefano Rulli. Dopo “Marcia trionfale” (1976) sugli ambienti delle caserme e del servizio militare, Bellocchio si dedica alla televisione con due produzioni: la regia del “Gabbiano” di Cechov (1977) e l’inchiesta collettiva “La macchina cinema” (1978). Nel 1982 – diciotto anni dopo “I pugni in tasca” – torna ad analizzare il suo passato familiare con “Gli occhi, la bocca” cui fanno seguito, nel 1984 “Enrico IV” (tratto dalla commedia di Luigi Pirandello) e “Il diavolo in corpo” (1986) una libera interpretazione del romanzo omonimo di Raymond Radyguet. Dopo “La condanna” (1991), vince l’Orso d’Argento al Festival di Berlino con “Il sogno della farfalla” nel 1994. Nel 1999 realizza “La balia” (tratto da una novella di Pirandello) che vince il David di Donatello per i costumi e quattro Ciak d’Oro, per la migliore attrice non protagonista, la fotografia, la scenografia ed i costumi. Nel 2003, con “Buongiorno, notte”, ottiene a Venezia il premio per il contributo artistico individuale di particolare rilievo. Tre anni dopo è al festival di Cannes con “Il regista di matrimoni”, film che ottiene anche i Nastri d’argento per il miglior soggetto e montaggio.

Il 2008 lo vede ancora una volta protagonista a Cannes con “Vincere”, un dramma che porta alla luce la storia d’amore segreta tra il Duce e la trentina Ida Dalser, che vale alla protagonista Giovanna Mezzogiorno il Nastro d’argento come migliore interprete femminile. Nello stesso anno partecipa anche al documentario “Negli occhi” che la stessa Mezzogiorno ha dedicato a suo padre Vittorio e che viene proposto nella sezione ‘Controcampo italiano’ della 66^ Mostra del Cinema di Venezia. Nel 2012 è ancora una volta a Venezia con “Bella addormentata” (che vale al giovane Fabrizio Falco il premio Marcello Mastroianni, come miglior attore emergente) in cui riprende i suoi grandi temi – la gioventù, la libertà, la follia, la manipolazione politica del corpo e delle coscienze – mettendoli a confronto con uno dei casi più controversi del nostro Paese: quello di Eluana Englaro.

Nel  2007 riceve il Globo d’oro Golden Globe alla carriera. Nel 2011 riceve il Leone d’oro alla Carriera alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Nel 2014 riceve il Premio Speciale dell’Ente David di Donatello. Dal 2014 è presidente della Cineteca di Bologna.

FILMOGRAFIA