NewTuscia – Sono trascorsi diversi mesi dal clamoroso annuncio di Facebook relativo alla creazione di Libra, una nuova valuta digitale che nei piani di Menlo Park si sarebbe dovuta diffondere in tutto il mondo. Secondo i progetti di Mark Zuckerberg, Libra avrebbe dovuto rappresentare un aiuto per le persone di ogni angolo del mondo prive di accesso ai più basici servizi finanziari. In base a ciò che si è potuto scoprire, la valuta sarebbe – o sarebbe stata? – una stablecoin, e a sostenerla ci sarebbe un paniere composto da yen, euro e dollaro: insomma, valute sovrane.

Che fine ha fatto Libra

Dopo gli entusiasmi, ma anche i dubbi, iniziali di Libra non si è più saputo niente. La foga e l’eccitazione dei primi mesi hanno lasciato spazio a un silenzio quasi assordante, con la piattaforma che non ha più fornito indicazioni di alcun genere, mentre gli investitori hanno cominciato ad abbandonare il progetto l’uno dopo l’altro. Per altro tra i partner c’erano grandi nomi e multinazionali note in tutto il mondo: e allora che cosa potrebbe essere andato storto? Una plausibile spiegazione potrebbe essere rintracciata nel clima di scetticismo che Libra aveva instaurato da più parti: non erano ben chiare le ragioni per le quali Mark Zuckerberg avrebbe dovuto dare il la a un progetto di questo tipo, e da più parti si sospettava che l’inclusione finanziaria non fosse che una maschera che serviva a nascondere il desiderio di raccogliere dati degli utenti.

La reazione delle banche centrali

D’altro parte la proposta di Facebook non è rimasta senza conseguenze, se non altro perché diverse banche centrali hanno iniziato ad intraprendere progetti di ricerca riguardanti l’opportunità di creare delle monete virtuali ufficiali, o ad accelerare quelli che erano già stati intrapresi. Per esempio in questo momento la Cina è al lavoro sulla moneta virtuale della Banca Centrale: ecco perché questo potrebbe essere il momento giusto per riprendere la proposta in considerazione e tentare di capire se davvero l’accesso ai servizi finanziari possa essere migliorato con l’aiuto delle criptovalute, a prescindere dal fatto che siano private o pubbliche.

La questione della rete

Qualora il progetto di Libra dovesse andare in porto, una delle variabili che ne determineranno o meno il successo sarà il livello di robustezza della rete. Nel caso in cui Libra fosse in grado di abbassare il costo delle rimesse globali, ciò sarebbe un vantaggio per gli americani a basso reddito, ma i benefici sarebbero consistenti anche per le persone del resto del mondo. Lo scorso anno le rimesse globali sono state di oltre 700 miliardi di dollari, e più o meno 70 miliardi di dollari sono stati spediti dagli Stati Uniti.

Come iniziare a guadagnare con Libra

In attesa che Libra diventi una realtà ufficiale, si può già iniziare a tentare di guadagnare grazie a Libra Profit, un software di trading automatico che fa riferimento proprio alla valuta digitale sviluppata da Facebook per permettere agli investitori di destinare il proprio capitale ad opportunità redditizie. Per poter usare questo software è necessario diventare membri della comunità di Libra Profit System, il che vuol dire in sostanza registrarsi sul sito per creare un account. Tutto quel che bisogna fare è compilare il form di iscrizione inserendo tutti i dati richiesti: dopodiché si riceverà un messaggio di posta elettronica di conferma grazie a cui il software potrà essere utilizzato, a titolo del tutto gratuito. Dopodiché non rimane altro che versare fonti nel conto per investire: per il primo deposito è richiesto un importo minimo di 250 dollari, ma a seconda della propria disponibilità si può anche decidere di versare di più.