Premio città di Tarquinia, Vasco Palombini 2020

Chi era Vasco Palombini e perché un premio per la scultura ceramica a lui dedicato?

NewTuscia – TARQUINIA – Scomparso nel giugno del 2017, Vasco Giovanni Palombini, tarquiniese di nascita, è stato nella e per la sua stessa comunità personalità di primo piano. Ufficiale della Guardia di Finanza, titolare di un importante studio di commercialisti a Roma e Milano, Professore a contratto presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e presso la LUISS, vicino da sempre al mondo dell’arte quale consulente, tra l’altro, della RAI, della LUXVIDE, dell’Accademia Nazionale di Danza e presidente del collegio dei revisori dell’azienda Palexpò che gestiva il Palazzo delle Esposizioni di Roma e il sito espositivo delle “Scuderie del Quirinale”.  Palombini è stato anche più volte consigliere comunale, ricoprendo in seguito la carica di presidente della Società Tarquiniense d’Arte e Storia dal 2008 fino al 2013. Alessandra Sileoni, Presidente in carica S.T.A.S., l’ha sempre ricordato in questi anni per la svolta significativa data alla società con il proprio lavoro e quale esempio ancora oggi da seguire e onorare. “Fine estimatore d’arte, soprattutto contemporanea, appassionato di letteratura, profondo conoscitore della storia antica e moderna” – con queste parole lo descrive – Vasco Giovanni Palombini si avvicinò al mondo dell’arte grazie all’amicizia maturata con importanti personalità tra cui il pittore e scultore cileno Roberto Sebastian Echaurren Matta, presente a Tarquinia per oltre trent’anni e ideatore del laboratorio “Etruscu-ludens”, nell’ambito del quale realizzò un’importante produzione di scultura ceramica, richiamando nel nome tanto la radice identitaria del territorio quanto il tema del gioco nel suo più intimo significato conoscitivo e sperimentale. Di Matta, Palombini caldeggiò l’attività artistica nel territorio, divenendone uno dei più facoltosi mecenati, le cui opere costituirono, insieme a molte altre, il nucleo principale della propria collezione personale.  Si devono a lui, inoltre, la ricostituzione e riqualificazione del “Museo della ceramica d’uso a Corneto” e le mostre in omaggio a Manlio Alfieri e Alessandro Kokocinski, ideate per promuovere l’immagine e la cultura del territorio tarquiniese attraverso le opere di quegli artisti che per nascita o adozione lo avevano prescelto quale luogo di vita e fonte di ispirazione per il proprio lavoro.

La città di Tarquinia, Patrimonio dell’Umanità e sito Unesco dal 2004, è oggi nuovamente sotto i riflettori in campo nazionale per la sua innata predisposizione all’arte, in particolare nel settore della ceramica. Attenzione rinnovata dall’attuale e costante lavoro della S.T.A.S. che ha inteso onorare e proseguire il lavoro di Vasco Giovanni Palombini, per cui vede oggi il concretizzarsi del premio a lui dedicato e dello spaccato espositivo “ITALIA: una generazione” che rimarrà aperta al pubblico da sabato 22 agosto al 27 settembre, tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00, nella splendida cornice dell’Auditorium San Pancrazio.