La Biodiversità di interesse agricolo e alimentare e l’agricoltura multifunzionale: un futuro produttivo che può creare molti posti di lavoro

Simone Stefanini Conti

NewTuscia – 2020 è stato proclamato Anno della Biodiversità, il “Super Anno” per l’Ambiente e la Biodiversità.

Come ribadito dal Ministero dell’Ambiente, gran parte dei Governi del mondo è ormai concorde sul fatto che, nonostante numerose azioni positive svolte da diversi Paesi, la maggior parte degli obiettivi del Piano Strategico per la Biodiversità 2011-2020 (gli obiettivi di Aichi”) non sarà raggiunto entro il 2020 e che il Pianeta stia per affrontare una crisi ambientale senza precedenti, con un numero elevatissimo di specie sull’orlo dell’estinzione.

Nel prossimo decennio saranno necessarie azioni incisive e molto più efficaci per invertire la rotta e imboccare la strada per un futuro sostenibile.

Il 2020, anche per l’impatto con la pandemia,  si sta delineando  come  un anno decisivo per l’ambiente e la biodiversità in particolare e la comunità internazionale, sotto l’egida della Convenzione per la diversità biologica (CBD), è decisa a riesaminare il Piano Strategico ormai concluso e a negoziare un nuovo Quadro Globale sulla Biodiversità per l’era post-2020 in occasione della quindicesima Conferenza delle Parti (CBDCOP15) della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica, prevista nell’ottobre prossimo a Kunming, in Cina.

  • La nuova Strategia UE sulla biodiversità per il 2030 e “Farm To Fork”
    La Commissione europea ha adottato una nuova Strategia sulla biodiversità per il 2030 (COM (2020) 380) per riportare la natura nella nostra vita e la Strategia “Dal produttore al consumatore” per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente (COM(2020) 381) .
    Le due strategie si rafforzano a vicenda e favoriscono i rapporti tra natura, agricoltori, industria e consumatori affinché lavorino insieme per un futuro competitivamente sostenibile.
    In linea con il Green Deal europeo entrambe propongono azioni e impegni ambiziosi da parte dell’UE per arrestare la perdita di biodiversità in Europa e nel mondo e trasformare i nostri sistemi alimentari in standard di riferimento per la sostenibilità competitiva a livello globale, la protezione della salute umana e del pianeta nonché la sussistenza di tutti gli attori della catena del valore alimentare.
    La nuova strategia sulla biodiversità affronta le principali cause della perdita di biodiversità, come l’uso insostenibile della superficie terrestre e del mare, lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, l’inquinamento e le specie esotiche invasive. La strategia propone, tra l’altro, di stabilire obiettivi vincolanti per ripristinare gli ecosistemi e i fiumi che hanno subito danni, migliorare la salute degli habitat e delle specie protetti dell’UE, riportare gli impollinatori nei terreni agricoli, ridurre l’inquinamento, inverdire le nostre città, rafforzare l’agricoltura biologica e altre pratiche agricole rispettose della biodiversità, e rendere più sane le foreste europee.
    Promuove misure concrete per rimettere la biodiversità europea sul percorso della ripresa entro il 2030, ad esempio trasformando almeno il 30 % della superficie terrestre e dei mari d’Europa in zone protette efficacemente gestite e destinando almeno il 10 % delle superfici agricole ad elementi caratteristici del paesaggio con elevata diversità.
    La strategia “Dal produttore al consumatore” (Farm to Fork Strategy) consentirà di passare a un sistema alimentare dell’UE caratterizzato dalla sostenibilità, che salvaguarda la sicurezza alimentare e assicura l’accesso a regimi alimentari sani provenienti da un pianeta sano, riducendone l’impronta ambientale e climatica e rafforzandone la resilienza, proteggendo la salute dei cittadini e garantendo il sostentamento degli operatori economici.
    La strategia stabilisce obiettivi concreti per trasformare il sistema alimentare dell’UE, che comprendono ridurre del 50 % l’uso di pesticidi e dei rischi correlati, di almeno il 20 % l’uso di fertilizzanti, del 50 % le vendite di antimicrobici utilizzati per gli animali d’allevamento e l’acquacoltura e infine raggiungere l’obiettivo di destinare il 25 % dei terreni agricoli all’agricoltura biologica.
    Propone, inoltre, misure ambiziose per garantire che l’opzione più sana sia anche quella più facile per i cittadini dell’UE, anche grazie a una migliore etichettatura che risponde più adeguatamente alle esigenze dei consumatori circa le informazioni in materia di alimenti sani e sostenibili.

Lo scorso 20 maggio è stata celebrata la Giornata nazionale dedicata alla biodiversità agricola. Da oltre vent’anni Arsial tutela l’agrobiodiversità regionale, preservandola dall’erosione o dall’estinzione definitiva, in attuazione della L.R. 15/2000.

La Giornata Nazionale della Biodiversità di Interesse Agricolo e Alimentare, introdotta con la Legge 194/15 Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare”, che in ambito nazionale tutela la nostra agrobiodiversità e ne riconosce il valore assoluto.

L’agrobiodiversità, come ribadito dagli addetti ai lavori, è quel sottoinsieme della biodiversità, che comprende tutte le componenti della diversità biologica considerate rilevanti per l’agricoltura. Nello specifico: risorse animali, vegetali e microbiche che a livello genetico, di specie o di ecosistema, sostengono le funzioni chiave, la struttura e i processi degli ecosistemi agricoli. Rientrano nel sistema agrobiodiversità:

  • le risorse genetiche di interesse agrario;
  • le risorse naturali ambientali e paesaggistiche come substrato naturale per le attività agricole;
  • le tecniche di gestione e utilizzo delle risorse genetiche;
  • il bagaglio culturale, ossia il “saper fare” delle comunità locali che da tempo immemore coltivano o allevano il proprio patrimonio di biodiversità in un dato territorio. 

Nel dopo pandemia, per combattere i cambiamenti climatici e per affermare muovi stili di vita a misura d’uomo, la Biodiversità, lo sviluppo sostenibile e la sicurezza alimentare vanno sempre di pari passo.

Oltre all’incalcolabile valore naturalistico-ambientale, la difesa dell’agrobiodiversità oggi rappresenta un valore aggiunto anche per le nostre produzioni, soprattutto quelle agroalimentari tipiche e tradizionali, che spesso riescono a distinguersi nel mercato globale per qualità e sostenibilità. La tutela dell’agrobiodiversità, da sempre, è anche la migliore forma di difesa dell’agroecosistema: la strada attraverso cui preservarne l’habitat e l’equilibrio naturale, necessari alla sua sopravvivenza.

Arsial, agenzia  regionale per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura e la biodiversità agricola.

Arsial è il soggetto individuato dalla Regione Lazio per l’attuazione della L.R. 15/2000 “Tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario”. In base alle disposizioni di legge, Arsial sostiene e tutela la biodiversità d’interesse agrario, attraverso i due strumenti principali istituiti dalla normativa regionale:

  • il Registro Volontario Regionale nel quale sono iscritte specie, razze, varietà, popolazioni, cultivar, ecotipi e cloni di interesse regionale considerati a rischio di erosione genetica;
  • la Rete Regionale di Conservazione e Sicurezza, tramite la quale si realizza la tutela “attiva” delle risorse genetiche autoctone, in situ e on farm.

In coerenza con la propria mission, Arsial da oltre vent’anni opera in difesa dell’agrobiodiversità regionale, attraverso azioni di tutela, valorizzazione, divulgazione e informazione mirate alla salvaguardia delle risorse genetiche, dell’ambiente, del paesaggio, dei saperi agricoli e del patrimonio agroalimentare delle singole comunità.

Il ruolo svolto da Arsial nella salvaguardia della biodiversità agricola è stato rafforzato dal Programma di Sviluppo Rurale Lazio 2014/20, con l’affidamento all’Agenzia dell’operazione 10.2.1 “Conservazione delle risorse genetiche vegetali e animali in agricoltura”.

La biodiversità va  messa  in stretto collegamento con l’ agricoltura multifunzionale”, identificando tutte quelle realtà che alla produzione agricola uniscono la prestazione di servizi utili alla società: agriturismo e turismo rurale, educazione alimentare e ambientale, vendita in filiera corta, servizi ambientali e attività sociali.

Come sostenuto in più occasioni  dalle organizzazioni degli agricoltori, negli ultimi anni, la multifunzionalità è divenuta un fattore caratterizzante della nostra agricoltura, tanto per il gradimento dei consumatori, quanto per la quantità di aziende coinvolte, fino a distinguersi come strumento di grande utilità anche per la valorizzazione dei territori rurali.

Opportunamente sono state organizzate e vanno riproposte Giornale di studio dedicate alla multifunzionalità agricola.

Particolarmente in questo periodo di prevenzione delle recrudescenze della pandemia, vanno approfonditi scambi di esperienze, con l’intento di approfondire modelli aziendali, buone pratiche di governance e strumenti a supporto delle imprese, messi in campo dai servizi agricoli delle diverse regioni.   Vanno sempre più  coinvolte  imprese, tecnici, ordini e organizzazioni professionali, scuole, università, enti di ricerca, Comuni, agenzie regionali ed enti di sviluppo, Gal, associazioni di consumatori, attori del settore turistico, operatori ambientali e dei servizi di welfare.