Dazi USA, salvo il vino made in Italy. Francia e Germania i paesi più colpiti

Kateryna Palazzetti

NewTuscia – VITERBO – Nessun aumento dei dazi su 7.5 miliardi di dollari di prodotti alimentari europei e 3 miliardi di dollari di cibo made in Italy destinato alle tavole americane. Il presidente americano Donald Trump ha “graziato” l’Italia ritrattando l’iniziale intenzione di estendere gli aumenti tariffari anche all’olio, al vino e alla pasta. Una decisione presa a seguito della svolta nella controversia Airbus. Il costruttore multinazionale europeo di velivoli, dopo sedici anni di contenzioso, ha annunciato un accordo con i governi di Francia e Spagna per modificare i termini degli aiuti economici, al centro della guerra dei dazi tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti, concessi per lo sviluppo dell’aeromobile Airbus A35.

Se inizialmente il consorzio Airbus aveva sperato in un ritiro totale dei dazi da parte degli USA è certamente rimasto deluso dalla decisione di apportare solo una modifica all’elenco dei prodotti europei sottoposti ai dazi e autorizzati dall’Organizzazione mondiale del commercio.

Nella nuova lista, rispetto a quella del mese di febbraio, vengono esclusi diversi prodotti che provengono dalla Grecia e dal Regno Unito ed inclusi altri per un volume di scambi equivalente dalla Francia e dalla Germania.  “I cambiamenti sono modesti;  la quantità di prodotti soggetti a contromisure rimarrà invariata a 7,5 miliardi di dollari e le aliquote tariffarie rimarranno invariate al 15% per gli aeromobili e al 25% per tutti gli altri prodotti.”

Con un comunicato il rappresentante del commercio estero americano Robert Lighthizer afferma che  l’Unione Europea e gli stati membri non hanno intrapreso le azioni necessarie per conformarsi alle decisioni dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e che “gli Stati Uniti inizieranno un nuovo processo con l’UE nel tentativo di raggiungere un accordo che rimedi alla condotta che ha danneggiato l’industria aeronautica e i lavoratori statunitensi e garantirà condizioni di parità per le aziende statunitensi. ” Le modifiche annunziate entreranno in vigore dal 1 settembre 2020.

Il vino italiano è tra i preferiti sulle tavole americane; secondo l’Osservatorio del Vino di Uiv (Unione italiana vini) il giro di affari nel primo semestre di quest’anno si aggira intorno al miliardo di dollari, con un aumento di circa l’1.8% rispetto allo stesso periodo del 2019 confermando l’Italia come primo paese fornitore di vini per gli USA.

Sono stati invece colpiti i formaggi made in Italy, tra i quali Parmigiano Reggiano e Grana Padano, salumi, agrumi e liquori per un totale di circa 500 milioni di euro. Duramente colpiti dai dazi sono stati i prodotti tedeschi e francesi, un fatto preoccupante che potrebbe avere importanti ripercussioni anche nel nostro Pese: la chiusura di dello sbocco negli Stati Uniti per le merci colpite dai dazi porterà ad una sovra-offerta nel mercato interno. Tra i prodotti colpiti ci sono le olive e i vini francesi, il whisky scozzese single malt, il caffè tedesco e alcune marmellate provenienti dalla Francia e dalla Germania.