Spiagge Lazio: su 243 km di costa presenti 3.217 concessioni balneari

Kateryna Palazzetti

NewTuscia – VITERBO – In Italia le spiagge libere sono sempre meno numerose, molti litorali non sono balneabili e altrettanti a rischio di erosione. Questa la fotografia delle aree costiere nel nuovo Dossier Spiagge 2020 di Legambiente che, come ogni anno, analizza i cambiamenti in corso lungo le coste del Belpaese insieme a Goletta Verde, associazione ambientalista da oltre 30 anni in prima linea per la difesa del mare che monitora costantemente la qualità delle acque del nostro Mar Mediterraneo.

Nell’estate dell’emergenza sanitaria a causa Covid-19 trovare un posticino libero dove rendere il sole in libertà e senza dover ricorrere al portafogli risulta essere sempre più difficoltoso. Ben il 7,8%dei tratti sabbiosi in Italia non è balneabile perché l’acqua del mare è inquinata, in particolar modo in Sicilia, Calabria e Campania che contano in totale circa 73,5 km sui 90 interdetti a livello nazionale. 169,04 sono i chilometri di costa abbandonati in tutta Italia riducendo mediamente al 40% il totale delle spiagge libere e balneari nel nostro Paese.

Contemporaneamente son aumentate le concessioni balneari che interessano oltre il 50% tratti sabbiosi  italiani. Nel Lazio la lunghezza delle spiagge ammonta a 243 km sui cui sono presenti  3.217 concessioni del demanio costiero, 654 concessioni per stabilimenti balneari per un totale di 40,6% di costa sabbiosa occupata da stabilimenti balneari, campeggi, circoli sportivi e complessi turistici, ponendo la regione a metà della classifica di quelle costiere per percentuale di spiagge concesse.

“Legambiente ha messo assieme i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di Regioni e Comuni, e analizzato foto aeree per stilare una classifica dei primi dieci Comuni costieri con la maggiore occupazione di spiagge in concessione, nella quale figurano Alassio (SV), Jesolo (VE), Forte dei Marmi (LU), Rimini, Lido di Ostia (Roma), San Benedetto del Tronto (AP), Alba Adriatica (TE), Pozzuoli (NA), Giardini Naxos (ME) e Mondello (Palermo).”

In alcune Regioni i dati analizzati hanno rivelato una situazione impressionante: in Emilia Romagna e Liguria quali il 70% del totale delle spiagge viene occupato da stabilimenti balneari. Segue la Regione Campania con il 67,7% e le Marche con il 61,8%.

Emerge anche la situazione decisamente negativa del Lido di Ostia che rientra trai i 10 peggiori comuni italiani per la maggior occupazione di spiagge in concessione: su 13,8 chilometri di costa (esclusi oltre 6 chilometri della Riserva Naturale di Castelporziano) sono presenti 61 stabilimenti con oltre il 57,5% della costa occupata.

Contemporaneamente nel Lazio sono 13,5 i chilometri di costa “abbandonati”, 1.8 km di costa dove risulta interdetta la balneazione per inquinamento. Il 6,3% del totale della costa sabbiosa non risulta essere fruibile.