Diocesi Civita Castellana, quando la preghiera diventa canto

Dal 10 al 14 agosto il vescovo Romano Rossi

spiega il libro dei Salmi

sala “Doebbing” di Nepi – ore 8.30-12.30

NewTuscia – CIVITA CASTELLANA – È ormai una tradizione pluriennale. Anche quest’anno dal 10 al 14 agosto, dalle 8.30 alle 12.30, nella sala Doebbing di Nepi, il vescovo Rossi terrà un corso di esercizi spirituali, aperto a tutti, laici e consacrati, per venir incontro ad una maggior conoscenza dei Salmi. E, in effetti, pur recitati di continuo, i salmi si conoscono assai poco, per cui c’è bisogno di imparare a conoscerli per pregare al meglio utilizzandoli.

Nella tradizione d’Israele i Salmi sono attribuiti a David ricordando come con la sua musica aveva alleviato gli incubi di Saul. In realtà ben pochi sono i salmi attribuibili a David, anche per il semplice motivo che fanno riferimento ad avvenimenti molto posteriori a lui; altri sono attribuiti a Salomone, altri a gruppi di cantori del tempio. Tutti, però, sono ritenuti ispirati dal momento che Gesù stesso li ritiene tali.

Nella visione comune il libro dei salmi è considerato come una sorta di raccolta di preghiere, poesie e meditazioni composte in varie epoche e per varie circostanze. E fino a qualche tempo fa era di moda raccogliere in gruppi i salmi che trattavano dello stesso tema: ringraziamento, lode, supplica, meditazioni, salmi sapienziali, salmi regali.

Dice il Cardinal Ravasi: «Proprio perché parola dell’uomo questi carmi sono intrisi di lacrime e di sorrisi, di sofferenza e di speranza, di supplica e di ringraziamento e, nonostante la tradizionale attribuzione globale a Davide, il re della dinastia messianica, essi coprono un arco storico e letterario ampio quanto l’intera storia d’Israele».

Superfluo sottolineare la grande competenza del relatore su questi temi e la sua grande capacità di suscitare l’attenzione e l’interesse della gente. Si tratterà di giorni trascorsi nella preghiera, in ascolto del Signore. Una opportunità per gustare l’amicizia con il Signore e nel riscoprire un modo «significativo» di vivere la fede oggi, in stretto rapporto con le situazioni di vita e con le esigenze di crescita personale. Saranno giorni di grazia.