Graforubrica. L’occulto e le sue rappresentazioni

Tiziana Agnitelli

NewTuscia – Cari/e Newtusciani/e, non c’è un uomo che almeno una volta nella vita non abbia avuto un contatto col mondo dell’occulto, sia per “gioco” che per “cammino”; è insita nella natura dell’uomo la ricerca di cose che siano considerate per se stesse impenetrabili, recondite e misteriose con il potere che ne deriva. Potere che va “gestito” con equilibrio, secondo il mio modo di pensare, perché ne possono nascere delle conseguenze sulle vite altrui e sul mondo di non poco rilievo. Due personaggi del nostro secolo ne incarnano i vari aspetti e le interpretazioni: Aleister Crowley e Adolfo Gustavo Rol. Di seguito le firme di entrambi reperite su Internet.

Sussiste la qualità del tratto (istintuali/permeabili all’ambiente e alla sensorialità) e una spinta propulsiva alla ricerca che li accomuna, ma con profonde differenze di scelte e di percorsi. Ambedue i personaggi hanno “indagato” sia la zona inferiore (sessualità e sensorialità nonché tutto ciò che riguarda l’ombra e le “radici”) che la zona superiore (ideali, spirito e pensiero creativo), ma in modalità diverse: il “nostro” Rol proteggendosi nel basso (paraffo inferiore chiuso o a vasca acuminata) mentre Crowley indugiando negli istinti, anche in modo efferato (allunghi profondi ed acuminati) o licenzioso (paraffi a conca arricciata), balza chiaramente agli occhi la “forma atavica” dell’organo sessuale maschile nella maiuscola del suo nome, al contrario di Rol, egli utilizza l’energia sessuale primaria per più scopi, Rol invece con il trascorrere del tempo la “sublima” nell’eterico e nella creazione, scegliendo il simbolo della croce come qualcosa a cui aggrapparsi e con cui difendersi (se si ruota l’ultima firma a sinistra si può osservare tale messaggio simbolico). Queste firme inoltre sono accomunate dall’esuberanza, dalla vanità e da una sorta di “mistificazione” che li rende adatti all’ambiente politico e diplomatico del tempo, ma ciò che li differisce sostanzialmente è la scelta tra il buio e la luce, dopo aver conosciuto ed esperimentato entrambi gli aspetti. Rol ha scelto la speranza, l’amore e anche la rinuncia ad un potere nefasto, Crowley no, ha scelto altro.

Entrambi legati dalla conoscenza del “sublime” e dell’“aberrazione”, ma con diversità di fini, come chiarisce bene questa immagine con cui li saluto, auspicando che abbiano trovato finalmente la pace, quella che gli mancò in questa vita terrena.