Università agraria di Tarquinia: cosa cambia davvero in base alla legge

NewTuscia – TARQUINIA – Come sta cambiando l’Università Agraria? Che competenze su di essa hanno il Comune e la Regione? A fare chiarezza sulle tante voci che circolano è il dottor Marcello Marian, l’autorevole segretario dell’Università Agraria che sta facendo molto parlare di sè, essendo un esperto di fama indiscussa in materia di usi civici, nonchè Presidente dell’ARUAL.

Come cambia l’Università Agraria a seguito delle riforme nazionali in materia?

La legge 168 del 2017, che riforma la materia, cambia la forma giuridica dell’Ente, trasformandolo in un soggetto giuridico privato e chiamandolo “Diritto Collettivo”. Nella nostra cittadina la scelta di chiamare l’Ente “Dominio Collettivo Dell’Università Agraria di Tarquinia” è semplicemente dettata dal voler mantenere viva sin dal nome la storica tradizione e cultura dell’Ente e dal darne una migliore riconoscibilità per la cittadinanza.

Perchè è necessario cambiare lo statuto?

Perchè il vecchio statuto non è più congruente con la legge 168/2017. Anche una sentenza recentissima, del 2020, della Corte di Cassazione a sezioni unite, riferendosi all’Università Agraria di Bracciano sancisce espressamente come la precedente normativa non sia più efficace. Non portare a compimento un nuovo statuto, adeguato alle normative vigenti, equivale a vessare la popolazione tarquiniese con uno strumento giuridico inadeguato.

Cosa cambia nella gestione dei terreni di dominio collettivo?

La popolazione dovrà darsi un nuovo regolamento in materia. Il Comune o altri enti non potranno gestire terreni di dominio collettivo; il Comune avrebbe potuto gestire i terreni di dominio collettivo soltanto qualora fosse mancato un soggetto apposito deputato a farlo, ma avrebbe dovuto farlo in amministrazione separata e con un meccanismo apposito, necessariamente scisso da quello di normale gestione dei beni comunali.

Che competenze ha la Regione Lazio sul Dominio Collettivo Dell’Università Agraria di Tarquinia?

Secondo la sentenza della Corte Costituzionale 113/2018 quasi nulla, praticamente soltanto quella di organizzazione del sistema di gestione agricolo (per esempio rilascia i nulla osta per i psr, una competenza residuale sulle legittimazioni delle occupazioni abusive di suolo, ecc…).

Il Comune di Tarquinia che competenza ha sull’Ente agrario locale?

Soltanto la vigilanza nel territorio (ad esempio evitare che i vari terreni siano occupati abusivamente, costruiti abusivamente, ecc…).

Cosa cambierà a livello politico dalle prossime elezioni?

Fino ad oggi le Università Agrarie sono state amministrate come “un Comune nel Comune”; tutto questo non esisterà più. Il nuovo modello sarà imperniato sulla democrazia partecipata: tutto sarà rimesso nelle mani della collettività, in quanto titolare e proprietaria dei diritti e dei beni. Ci sarà un consiglio di amministrazione snello che operi in maniera repentina sulle varie questioni, ma l’assemblea degli aventi interesse sarà chiamata non soltanto per le elezioni (come oggi), ma più volte nel corso dell’anno per esprimersi sui bilanci (preventivi e consuntivi), sulle legittimazioni, sulle alienazioni dei beni, ecc… La polis, intesa come gestione del bene comune, avrà finalmente un valore reale.