IFEL conferma valutazione tecnica del Comune di Orvieto sull’utilizzo per la spesa corrente delle economie derivanti dalla rinegoziazione dei Boc con Banca Intesa

NewTuscia – ORVIETO – Il Dipartimento Finanza locale dell’Istituto per l’economia e la finanza locale (Ifel) ha confermato la valutazione tecnica del Comune di Orvieto sull’utilizzo per la spesa corrente delle economie derivanti dalla rinegoziazione dei Boc con Banca Intesa.

Circa 650mila euro di tali risorse saranno destinati all’abbattimento della Tari per le attività produttive nel contesto delle misure di sostegno all’economia locale per far fronte alla crisi post Covid-19. Altri 500mila finanzieranno il piano straordinario delle manutenzioni.

“Un’operazione importante e affatto scontata nella sua definizione – commenta l’Assessore al Bilancio, Piergiorgio Pizzodestinata ora a fare anche da apripista per altri Comuni.

Orvieto – prosegue – è stato l’unico Comune in Italia di queste dimensioni che è riuscito a portare a termine un intervento così complesso come la rinegoziazione dei prestiti obbligazionari che ha generato economie per 1,3 milioni di euro. Il parere consultivo chiesto all’Ifel rafforza la valutazione, fatta insieme agli uffici, che ci consentirà di utilizzare parte di queste risorse, pari a 650mila euro, per abbattere in maniera incisiva la Tari per le attività produttive maggiormente colpite dalla crisi economica post Covid-19. Sul fronte delle manutenzioni riusciremo invece a finanziare anche gli interventi necessari per la riapertura in sicurezza delle scuole di proprietà del Comune a fronte di un insufficiente contributo arrivato dal Governo”.

La valutazione operata dal Comune di Orvieto scaturisce dalle opportunità concesse dall’art. 7, comma 2, del Dl 78/2015, che consente di utilizzare fino al 2023, senza vincoli di destinazione, le risorse derivanti da operazioni di rinegoziazione di mutui nonché dal riacquisto dei titoli obbligazionari.

“Appare tuttavia evidente – si legge nel parere dell’Ifelche anche la rinegoziazione dei prestiti obbligazionari debba essere ricondotta nell’ambito della più ampia categoria delle operazioni di ristrutturazione del debito che mira a potenziare, ancor più in situazioni emergenziali, la capacità di spesa dell’ente attraverso la riduzione degli oneri di ammortamento dei prestiti”.

“Anche i risparmi di spesa conseguenti alla rinegoziazione dei prestiti obbligazionari – si legge nelle conclusioni – possono essere utilizzati per finanziare sia spese correnti sia investimenti, nonché per ristorare gli enti locali delle minori entrate o per eventuali maggiori spese connesse all’emergenza epidemiologica Covid-19. Possono essere parimenti utilizzati a copertura di agevolazioni tributarie disposte dall’ente”.